Lazio, Minala si presenta al Bari: “Si, ho 18 anni”

A guardarlo da vicino, il dubbio resta, se è possibile aumenta. Ma davvero hai compiuto 18 anni domenica scorsa? «Ma certo, ho fatto festa con il mio procuratore e alcuni amici. E se non vi fidate della mia età, venite pure in Camerun a conoscere i ragazzi coi quali giocavo per strada. Qualcuno ha creato questa storia che non mi ha mai toccato. La cosa non mi imbarazza perché non è vera». Joseph Minala, primo camerunense della storia del Bari, se ne è fatto ormai una ragione. Da quando lo scorso febbraio quel sito senegalese «rivelò» che di anni in realtà ne aveva 42, è diventato il Primavera più famoso d’Italia. Se vogliamo, quella notizia gli ha fatto pubblicità. Il resto lo ha dimostrato sul campo, trascinando lo scorso anno la Lazio al trionfo in Coppa Italia Primavera e a un passo dallo scudetto di categoria. Sino a meritarsi l’attenzione di Reja che lo ha gettato nella mischia. «Ho giocato con Klose, Ledesma e gli altri campioni della Lazio. Un’esperienza fantastica», che lo ha anche un po’ illuso, perché si aspettava di restare in A con Pioli. «È vero, ci speravo. Ma Bari è un’occasione importante e io ho tanta fame», racconta Minala, giunto in prestito con diritto di riscatto per il Bari e controriscatto per la Lazio, che proprio di recente gli ha prolungato il contratto sino al 2019.

Impatto
«Sono stato al San Nicola sabato. Purtroppo abbiamo perso contro l’Avellino, è stata una gara sfortunata. Ma ho ammirato tantissimo i tifosi. Danno una carica incredibile, sarà bellissimo giocare per loro» dice ancora. Si è già messo a disposizione di Mangia, che dovrà trasformare in un giocatore vero quello che viene definito un diamante grezzo. «In Camerun non esistono scuole calcio — dice ancora —. Si gioca per strada, assecondando l’istinto. Quando sono arrivato in Italia, indossando la maglia dei dilettanti della Vigor Perconti, ho continuato a giocare così, cercando di far gol. Con l’arrivo nelle giovanili della Lazio, ho iniziato a essere disciplinato sotto il profilo tattico. Il mio ruolo? Posso fare un po’ tutto, dall’incontrista al trequartista. Gioco il pallone con entrambi i piedi, so difendere e attaccare. E mi piace segnare». Nel Bari dovrebbe essere il paio di Romizi, nell’ottica di avere due potenziali titolari per ogni ruolo. «Sono pronto a fare vedere all’allenatore chi sono. Voglio divertirmi dando il massimo per un Bari che ha tanti elementi di qualità. Sono davvero felice di essere qui». Giocherà al San Nicola dove, a Italia ’90, giocò Roger Milla, che 42 anni li aveva per davvero quando continuava a essere la stella del Camerun. «È una leggenda nel nostro Paese. Ho visto i video delle sue partite, un vero leone e combattente. È stato uno di quelli che ha portato il calcio africano al di fuori dei confini continentali. Un mito per il nostro popolo». Lui spera invece che d’ora in poi si parli di Minala solo per la sua abilità in campo e non per… l’età. «So quello che posso fare, è il momento di dimostrarlo».
Enzo Tamborra

Gazzetta dello Sport

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