Lazio, Mihajlovic e Guidolin si accasano

Evaporano due candidati eccellenti alla successione di Edy Reja: Mihajlovic allenerà ancora la Sampdoria e Guidolin farà il supervisore tecnico sempre all’Udinese. Ma la panchina della Lazio resta col dubbio, il suo destino è legato al confronto sul progetto tra presidente, tecnico e d.s., summit iniziato virtualmente ieri al telefono che proseguirà a puntate per qualche giorno fino all’esito definitivo. La conferma di Reja prende corpo, ma niente è scontato. C’è ancora da discutere, mentre rispunta il nome di Stefano Colantuono, il tecnico dell’Atalanta, romano, protagonista di un’ottima stagione e che piace non poco al patron di Formello.
Questo perché la società si trova a dover cominciare una nuova avventura, a pilotare una rivoluzione che, per questioni economiche e ambientali (sta esattamente nel mezzo l’allarme lanciato dai negozi Laziostyle che si stanno spegnendo causa boicottaggio dei tifosi), potrebbe comportare qualche (ulteriore) scossone per il sacrificio dei pezzi da novanta: da Marchetti a Candreva, da Radu a Lulic. Giocatori che, però, Reja considera lo zoccolo duro della prossima Lazio, per il tecnico una squadra da rilanciare con gli uomini cardine della stagione appena conclusa più l’innesto di forze pronte all’uso per la serie A. Così tra la rifondazione radicale teorizzata dalla società e il semplice arricchimento tecnico chiesto da Reja serve un compromesso per restare insieme.
Se salta fuori, allora il tecnico è confermato per un altro anno. Ma ci può essere una via di mezzo? Perché, al momento, le posizioni sul mercato sembrano poco conciliabili, per non dire proprio dalla filosofia opposta. Da una parte Reja che insiste per i vari Cannavaro, Ogbonna, Quagliarella, Isla, giocatori maturi che costano di cartellino e di ingaggio, che tamponano il problema per la prossima stagione, sì, ma che ridimensionano l’osmosi tra prima squadra e giovanili rimandando, di fatto, il tanto atteso progetto giovani. Dall’altra, infatti, ci sono il d.s. Tare e Lotito, più propensi ad investire su ragazzi di prospettiva (il 22enne centrale del Feyenoord De Vrij o l’ultimo prospetto valutato, il 26enne del Nizza Pejcinovic, ad esempio), a fabbricarseli in casa i campioni, e a considerare il prossimo come primo anno del nuovo corso.
In questo senso, nel computo di un cambiamento radicale, possono essere metabolizzate le possibili partenze di Candreva e Radu, due che hanno dietro una lunga schiera di club interessati. Sul primo (e anche su Lulic) c’è la Juve da tempo, tanto che il rischio di finire alle buste con l’Udinese sta diventando reale e sospetto, come se Marotta e Paratici avessero iniziato a muoversi dietro le quinte per regalare il giocatore a Conte.
Sul secondo si fanno pressanti i sondaggi di Napoli e Fiorentina, ma anche di club della Bundesliga. Il punto è: accetterà Reja di guidare una squadra che potrebbe essere privata di molti big e che probabilmente non sarà ritoccata seguendo le indicazioni tecniche che lui stesso ha lanciato a mezzo stampa?
Andrea Arzilli

Corriere della Sera

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