Lazio, Matavz spinge per essere biancoceleste

Arrivano conferme: Matavz è ancora nella lista della Lazio. Galeotto fu un caffè a Montecarlo? Chissà, forse sì. L’idea Tim Matavz nacque a fine aprile in un bar del Principato di Monaco. Il tavolo era a due posti, attorno s’erano accomodati Lotito e Federico Pastorello, agente di mercato. Matavz fu proposto ai biancocelesti, quel nome non è mai uscito dalla lista della spesa. Tim aspetta la chiamata, l’Italia l’ha sfiorata nel 2011, fu ad un passo dal Napoli. L’operazione saltò, l’attaccante sloveno si sentì sedotto e abbandonato. Matavz è nato a Sempeter pri Gorici il 13 gennaio del 1989, il Belpaese l’ha vissuto sconfinando spesso, conoscendone la cultura, le abitudini, le tradizioni sociali, culturali e calcistiche.

IL SOGNO – Tim ha 24 anni, spera nella Lazio, è tra le sue priorità. Ha tante offerte (soprattutto dalla Bundesliga), vuole cambiare aria, può lasciare il Psv Eindhoven. Matavz ha una valutazione che s’aggira attorno ai 6-7 milioni di euro, l’Olanda è diventata una seconda casa nel corso del tempo, nell’Eredivisie si è consacrato: prima il Groningen, poi l’Emmen, ancora dopo il Psv. Ha segnato a raffica con i club olandesi, i numeri valgono come certificato di garanzia (195 apparizioni e 87 reti). Nel Psv Eindhoven ha fatto grandi cose, ha segnato 40 gol in 80 presenze, ha una media realizzativa altissima. Il calcio sloveno è in crescita, qualche anno fa il Palermo piazzò i colpi Ilicic e Bacinovic. La serie A slovena è diventata una delle tappe preferite dai direttori sportivi dei club europei, i settori giovanili stanno producendo talenti di buon livello e i prezzi di mercato sono in sintonia con i bilanci.

IL SUO CALCIO – Matavz fu lanciato dal Nova Gorica, è la classica prima punta. E’ potente, è abile nei colpi di testa, ha buoni fondamentali, è uno degli attaccanti più forti del campionato olandese. L’Ajax chiese informazioni sul suo conto, il Psv Eindhoven lo corteggiò e lo prese, gli ha fatto firmare un contratto sino al 2016. Tim è forte atleticamente, è alto 1,88, ma non perde rapidità quando accelera, usa soprattutto il piede destro. E’ un centravanti-boa, sa proteggere il pallone con agilità e astuzia, fa salire la squadra. Chi lo conosce assicura: è intelligente nei movimenti e nelle sponde, si porta via i difensori, apre spazi per i centrocampisti. Il suo profilo piace alla Lazio, la società rintraccerà un bomber in più se partirà uno tra Kozak e Floccari (il primo è più destinato alla cessione). Il diesse Tare ha dato una traccia: c’è un altro Yilmaz. Matavz non corrisponde precisamente alle caratteristiche del turco, ma sarebbe utile a Petkovic. Tim resta in corsa, nel mercato non si sa mai, si farebbe valere, lavora in funzione del collettivo, è un altro dei meriti sottolineati dagli allenatori che lo hanno guidato in Slovenia e in Olanda. In Nazionale si è imposto, in passato ha realizzato una tripletta contro le Far Oer, era una gara valevole per le qualificazioni all’Europeo del 2012. Tim a Roma troverebbe Felipe Anderson e Biglia, due dei quattro acquisti centrati da Lotito. Il brasiliano è atteso a Roma entro venerdì, in un primo momento il suo sbarco era stato ipotizzato per la giornata di martedì, l’arrivo è slittato, si stanno definendo i contratti. E’ atteso anche il regista italo-argentino nella Capitale, venerdì scorso il patron Lotito ha incontrato a Roma i dirigenti dell’Anderlecht: in sospeso c’erano delle commissioni da riconoscere ad alcuni intermediari, la Lazio ha definito ogni operazione, si attendono gli annunci.

Daniele Rindone

Corriere dello Sport

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