Domanda: uno che ha attraversato la giungla della vita, può forse preoccuparsi di un’uscita fuori tempo con la Nazionale o delle indiscrezioni che lo mettono a rischio per Brasile 2014? Perché sì, è vero, la strada di Federico Marchetti per il Mondiale ora si è fatta in salita, dopo quell’errore contro l’Armenia e la sensazione di scarsa serenità lasciata allo staff del c.t. Prandelli. Ma se cercate una risposta alla domanda iniziale, ecco, la risposta è no. Fosse un allenatore, Marchetti sarebbe un accanito contropiedista, abituato alle ripartenze com’è. Nella vita. Nel calcio. Nel Cagliari. Ne ha viste di peggiori. Ora un piccolo contropiede vuole metterlo a segno con la Lazio, da domani, a Bergamo contro l’Atalanta.
Quei 500 euro
La sua Bergamo, verrebbe da dire. Perché lì, in quello stadio, giocava le partite con l’AlbinoLeffe, l’unica squadra a scommettere su di lui quando l’Italia intera non credeva potesse diventare un portiere vero. Oddio, scommettere mica poi tanto, se è vero che l’AlbinoLeffe nell’estate 2006 pagò 500 euro (sì, cinquecento) per fargli fare il secondo ad Acerbis. Ma lì Marchetti ha acceso l’interruttore: ha perso chili e ha guadagnato in personalità, tanta, forse pure troppa. «Di sicuro maggiore di quella che mostra oggi in partita, tanto che si prendeva rischi praticamente in ogni azione di gioco», ricorda oggi chi l’ha visto crescere quando era solo Federico.
La difesa del compagno
Quella ripartenza gli riuscì alla grande. Ora a Formello Marchetti ne progetta un’altra. Come? In silenzio. Ha letto le critiche post Armenia, le indiscrezioni legate al futuro azzurro. Poi è tornato in campo: prima seduta di allenamento con la Lazio dopo la Nazionale, due ora e mezza sul campo tanto che alla fine hanno quasi dovuto portarlo via, tanta era la voglia di sfogarsi. Nessun accenno all’errore di Napoli. Nessuna voglia di prendere la parola. Per lui l’ha fatto Antonio Candreva, compagno di Lazio e Nazionale: «Ha ricevuto critiche assurde e immeritate – ha detto il centrocampista -. Federico non è una garanzia, ma di più. Sono anni che non sbaglia una partita».
Precedenti positivi
Però quest’anno con la Lazio qualche incertezza l’ha mostrata. E c’è una media-gol subiti che fa imbiestialire il portiere della Lazio: 1,7 reti incassate ogni 90 minuti, 17 in 10 partite. Davanti ai propri occhi ha visto ruotare non si sa quanti difensori, domani a Bergamo avrà con sé la stessa linea difensiva della partita con la Fiorentina. E chissà se nei guantoni metterà anche la tradizione positiva contro l’Atalanta: tre partite con la maglia della Lazio, tre vittorie e zero gol subiti. Proseguire la scia vorrebbe dire assicurare una giornata serena a Petkovic. Vorrebbe dire ricominciare un’altra scalata. L’ennesima, per assicurarsi un posto al Mondiale tra
otto mesi.
Davide Stoppini
Gazzetta dello Sport
