Lazio, Marchetti sogna: “Siamo grandi”

No, non ci siamo dimenticati di Marchetti. Nel gruppone dei big c’è anche lui, numero uno tra i più forti d’Europa. Le sue parate pesano, valgono una decina di punti a campionato. Lotito i big vuole tenerli tutti, ha voglia di migliorare la Lazio, di puntare decisamente alla Champions. Lotito ha già respinto vari assalti per Marchetti, lo acquistò dal Cagliari pagando 5,2 milioni di euro (il costo della clausola rescissoria), oggi il valore è triplicato. Federico in passato è stato accostato all’Inter e al Milan, prima della finale di Coppa Italia per lui fece un sondaggio il Barcellona e nelle scorse settimane il nome del portiere è stato associato all’Arsenal. Marchetti oggi si trova in Sardegna con la moglie, ha partecipato alla Confederations, anche lui raggiungerà il gruppo dopo il ritiro di Auronzo. Un portiere così forte possono vantarlo in pochi, la Lazio può.

LE PAROLE – Marchetti si gode il relax, a maggio si è sposato con Rachele e ha vinto la Coppa Italia, è nel giro della Nazionale e vuole restarci, punta al Mondiale 2014. Quando gli chiedono aggiornamenti di mercato risponde così: «L’Arsenal? Non so nulla, sono in vacanza e penso solo a rilassarmi e poi c’è il presidente che sa cosa fare, non penso al mercato », ha detto a Sky. Marchetti pensa alla nuova annata e si vede con la maglia biancoceleste addosso: «L’esperienza in Brasile? E’ stata positiva. Voglio il Mondiale, ma per andarci devo fare una grande stagione con la Lazio, anche il prossimo anno» . Federico spera di ritrovare a Roma tutti i compagni, anche Hernanes: «Io posso solo dire che il Profeta è un grandissimo giocatore, spero resti con noi. Il presidente sta costruendo una grande Lazio, saprà fare le giuste valutazioni e prendere le migliori decisioni. Siamo in buone mani» . Marchetti è tra i vice di Buffon nell’Italia, prima o poi toccherà a lui: «Le critiche a Buffon dopo i rigori con la Spagna? Le chiacchiere stanno a zero, contano i numeri. Gigi non ha bisogno di dimostrare nulla, purtroppo la fortuna in quell’occasione non è stata dalla nostra parte. Speriamo di poterci vendicare il prossimo anno» . Federico è uno dei leader della Lazio, non è solo un numero uno in campo. E’ un uomo squadra, fa sentire la sua voce quando c’è bisogno, è un riferimento. Ha sofferto nella vita e durante la carriera, si è sempre rialzato più forte. E’ tornato in alto dopo aver toccato il fondo a Cagliari, fu estromesso dal club sardo, dal presidente Cellino. La Lazio ha puntato su di lui dopo un anno di inattività, gli ha concesso tempo e una chance preziosissima. Federico l’ha colta al volo perché è abituato a volare.

Daniele Rindone

Corriere dello Sport

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