Il campione del mondo e gli altri protagonisti di Brasile 2014. A Lubecca, nella prima delle due amichevoli tedesche, la Lazio riabbraccia i suoi eroi. Ossia i reduci dal Mondiale. Gli altri, però, quelli che finora hanno tirato la carretta, non sono da meno. Giocano, vincono e convincono. Per la gioia di Pioli, il cui progetto comincia a prendere forma in maniera sempre più concreta. Per adesso lo portano avanti i giovani (con la supervisione di qualche senatore, come Mauri e Ledesma). Brillano così le stelle di Felipe Anderson (ancora una volta tra i migliori), dei baby Tounkara e Cataldi, dell’ottimo nuovo acquisto Djordjevic (che rispetto agli altri è un po’ più maturo). Ma presto a loro si affiancheranno i pezzi da novanta. Come Miro Klose che ieri a Lubecca, pur non giocando, è stato grande protagonista: il pubblico di casa lo ha osannato prima del match tra Lazio e Amburgo. Il servizio d’ordine ha fatto fatica a tenere a bada gli scatenati fan locali. «Tanto affetto fa un piacere enorme — ha dichiarato il Kaiser —. Adesso, però, si ricomincia. Mi sento carico per la nuova stagione. Voglio allenarmi bene in modo da essere pronto per l’inizio del campionato italiano». Dopo essere salito sul tetto del mondo, insomma, Miro non ha alcuna intenzione di smobilitare. Un’ottima notizia per Pioli che lo vede come la ciliegina da mettere su una torta che lui intanto sta provvedendo a confezionare.
Lulic e gli altri
Tra gli ingredienti fondamentali ci sono ovviamente gli altri protagonisti (non vincenti come Klose) di Brasile 2014. Quattro di loro ieri hanno fatto il debutto stagionale: Candreva, Parolo, Lulic e Gonzalez. La condizione è ancora approssimativa, ma il loro rientro è comunque una notizia positiva. «Per noi quattro — ha commentato alla fine il laterale bosniaco — l’importante ora è mettere minuti nelle gambe. Ma anche gli altri non sono ancora al 100% come è normale in questa fase. Dobbiamo crescere un po’ alla volta. Come inizio non c’è male, si sta creando un gruppo motivato e giovane. Sulla carta la squadra è competitiva, però sta a noi dimostrarlo sul campo». Anche se si allena con lui solo da una decina di giorni Lulic è già stato conquistato dai metodi del nuovo tecnico Stefano Pioli. «È un gran lavoratore, ci tiene molto al gruppo. È presto per dare un giudizio definitivo, ma si vede che ha voglia di fare qualcosa di grande». Loro, i nazionali, possono dargli una grossa mano. «Il desiderio di far bene è tanto, ma i proclami lasciano il tempo che trovano. Servono i fatti».
Stefano Cieri
Gazzetta dello Sport
