Lazio, l`ennesimo mercato deludente

“Bravo Lotito”. Queste sono le due parole che vorremmo pronunciare ogni anno alla fine del calciomercato, sia nella sessione estiva che in quella invernale. Ce ne moriremmo una volta tanto di ringraziarlo per aver costruito una grande squadra, lo vorremmo con tutto il cuore. Purtroppo però le finestre di calciomercato della Lazio sono da anni ormai tutte uguali. Si parte benino, con un paio di acquisti discreti, poi ecco i soliti sconosciuti che non sono degni di giocare in Serie A (Oscar Lopez, Mea Vitali, Keller, Vignaroli e dulcis in fundo Novaretti), quindi il mancato colpo finale. Ogni anno c’è il giocatore inseguito per settimane, che sembra a un passo dai colori biancocelesti, ma alla fine salta. Ricordate Honda? E proprio Yilmaz lo scorso anno? La trattativa Felipe Anderson nel passato gennaio? Ecco anche quest’anno le cose sono andate così: duemila nomi, tante trattative avviate, poi come al solito ci si perde per pochi milioni di euro, per tirare la corda sempre di più. E chi ci rimette è la Lazio.

Ma analizziamo con calma il mercato, reparto per reparto.

PORTIERI: La Lazio ha salutato Bizzarri, portando nella capitale l'albanese Berisha dopo una disputa con il Chievo che si spera non porti a delle conseguenze. Comunque il solo fatto di aver tenuto Marchetti è già di per se una grande notizia.

DIFESA: Sono arrivati due sconosciuti come Novaretti al centro e Vinicius a sinistra. Ma se l’esterno brasiliano è molto giovane e probabilmente potrebbe essere un ottimo investimento per il futuro, l’argentino arriva dal Toluca, ha già 28 anni e non è assolutamente pronto alla A. Se ne è andato Diakitè, in direzione Sunderland. Petkovic è riuscito almeno a ottenere il reintegro di Cavanda, che si è trovato subito titolare visti i soliti infortuni di Konko. Al centro ci sono Dias, Biava, Cana, Novaretti e Ciani, che è un po’ ai margini della rosa. A sinistra Radu (che a questo punto rivaluteremmo come centrale), Vinicius (sempre infortunato) e volendo anche Lulic. Possiamo dirlo senza che nessuno si arrabbi? Fosse per il reparto arretrato la Lazio sarebbe da decimo posto.

CENTROCAMPO: Questo è l’unico reparto a essere stato rinforzato, con gli arrivi di Felipe Anderson e Biglia. Il primo è giovanissimo, è arrivato infortunato e ancora lo dobbiamo vedere. Sarà difficile contare su di lui ad altissimi livelli già nei prossimi mesi, perché dovrà anche ambientarsi. Il talento in Brasile lo ha mostrato, ora dovrà confermarsi qui. Biglia invece è un giocatore di alto livello, come ha già mostrato anche in questo inizio di stagione. Dovrà essere molto bravo Petkovic a mettere su un centrocampo competitivo. Qui le soluzioni non mancano, anche se lo schieramento a tre con Biglia, Ledesma e Hernanes ha già fallito. Certo con quella difesa che si ritrova (soprattutto quando non ci sarà Biava), Petkovic nelle partite più importanti dovrà pensare a metter dentro un centrocampo in grado di difendere il reparto difensivo. In questo caso Gonzalez e Onazi potrebbero anche giocare insieme a uno tra Ledesma e Biglia, per formare un vero e proprio muro. Il colpo importante è la conferma di Candreva.

ATTACCO: Doveva essere il reparto con il mercato più attivo. Mesi persi dietro a Yilmaz, ma anche a Matavz ed altri calciatori. Alla fine l’unico arrivo in questo reparto è Perea, riserva della nazionale colombiana Under 20, e comunque un giocatore che dovrà inserirsi nel campionato italiano. Certamente meno pronto di Kozak, che lo scorso anno almeno in Europa League si è dimostrato un sostituto utile, tanto da essere stato il capocannoniere del torneo. Ora in Europa League chi giocherà? Floccari? Che per altro è anche in scadenza di contratto e quindi il prossimo anno andrà via a zero. Perea sarà una vera e propria scommessa in una competizione del genere, mentre Klose non può certo giocare sempre. A questo punto l’unica mossa intelligente potrebbe essere quella di lanciare il giovane e talentuoso Keita.

L’obiettivo dichiarato della Lazio è la qualificazione alla Champions League. Per farlo la squadra biancoceleste dovrebbe sorpassare almeno quattro delle sei squadre che lo scorso anno le sono terminate davanti. Allora, pensare di sorpassare la Juventus è proprio impossibile farlo. Il Napoli? Vero gli azzurri hanno ceduto Cavani, ma hanno preso giocatori di altissimo livello e un allenatore competente. No, la Lazio è dietro anche al Napoli. Allora il Milan? I rossoneri hanno ceduto Boateng, ma hanno acquistato Kaka e Matri, oltre ad aver recuperato dall’infortunio De Jong. Anche i rossoneri quindi partono più avanti. Quindi la Fiorentina? Si, sono partiti Jovetic e Liajic, il primo spesso infortunato e il secondo molto discontinuo, ma sono arrivati Ilicic, Joaquin, Mario Gomez e soprattutto è tornato in campo Giuseppe Rossi. No, anche la viola è ancora più avanti. Poi c’è l’Udinese, che sinceramente ci sembra uscita indebolita dal mercato, anche se siamo curiosi di vedere la crescita di Muriel. Diciamo che con i friulani possiamo anche giocarcela. La Roma? I giallorossi hanno perso Osvaldo, Marquinhos e Lamela, ma hanno acquistato Maicon – che non sembra venuto nella capitale a svernare – Benatia, Strootman (davvero un bel giocatore), Gervinho (ok, lui non sembra un grande acquisto) e Liajic. A Trigoria poi Rudi Garcia sta lavorando per riportare entusiasmo. Anche in questo caso le due squadre sembrano vicine (i giallorossi comunque lo scorso anno chiusero sopra). Dietro la Lazio dovrà fare attenzione poi all’Inter, che non ha fatto un grande mercato, ma si sta ricostruendo con Mazzarri. La sensazione è che, se non arriva un miracolo di Petkovic e della squadra, la Lazio costruita da Lotito e Tare non è da Champions League ma al massimo da quinto posto, che dovrà giocarsi con Udinese, Roma e Inter. Avremmo tante altre cose da dire, ma forse è meglio tenersi dentro la rabbia.

Giorgio Capodaglio

Lazio Family

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