La rimonta di Zarate. Si sta riprendendo la Lazio, deve continuare così, confermando i segnali positivi emersi durante il ritiro sotto le Tre Cime di Lavaredo, continuando ad allenarsi con l’intensità richiesta da Petkovic e dimostrando la disponibilità verso il gruppo, spesso mancata in passato. E’ un’altra condizione necessaria per il tecnico e per la società biancoceleste, che nelle prossime ore si confronteranno per studiare le strategie di agosto. Sfumato l’acquisto di Yilmaz, Maurito potrebbe essere il vero colpo dell’estate? Forse sì, ma dipenderà soprattutto dall’argentino. Lotito e il ds Tare valuteranno i suoi comportamenti e tutti gli scenari: la linea non è cambiata, Zarate viene considerato un patrimonio della società biancoceleste e va tutelato. Toccava a lui, dopo tante delusioni, riconquistare l’affetto del popolo
biancoceleste, la considerazione dello spogliatoio e un rendimento accettabile, convincendo i dirigenti e il nuovo allenatore, a cui Lotito ha chiesto una valutazione. Queste due prime settimane di lavoro gli sono servite per rimettersi in pista. Petkovic ne aveva sentito parlare male, ma era curioso di conoscerlo e di scoprirlo, voleva metterlo alla prova per farsi un’idea propria, cancellando il passato. Lo ha stimolato e coccolato, ma lo ha trattato anche come gli altri, gli ha fatto comprendere l’importanza del gruppo e la necessità di calarsi nel progetto tattico che prevede fraseggio e movimento senza palla: basta individualismi, due o tre tocchi e poi il passaggio, solo negli ultimi venti metri la possibilità di cercare il dribbling e lo spunto. Le risposte sul campo sono state (per ora) confortanti.
MOTIVAZIONI – Zarate ad Auronzo ha riscoperto l’amore della gente e il gusto del gioco. E’ tornato a divertirsi. Ha ritrovato il sorriso e ha ripreso a pensare al derby con Totti. Vuole restare, come aveva dichiarato all’inizio di giugno. E’ ancora troppo presto per sbilanciarsi e affermare con certezza che giocherà il prossimo campionato con la Lazio. Ma di sicuro ci sono molte più possibilità di conferma rispetto all’inizio di luglio. Lotito, Tare e Petkovic attendono continuità di rendimento, serietà nei comportamenti, chiarezza sul futuro. Troppe volte, in società, si erano illusi e poi si erano sentiti traditi, spesso entrando in contrasto con il fratello-manager, che tuonava dall’Argentina ad ogni esclusione. Cosa succederà se per una o due volte Zarate non dovesse giocare titolare? Sono queste le domande a cui il tempo e le partite dovranno dare una risposta. Mauro si è presentato bene e in forma fisica come mai era accaduto nelle estati precedenti, è apparso motivato. Il suo talento è fuori discussione e Petkovic, se continua così, lo promuoverà. «Lo vediamo sereno, ha voglia. Potrà darci una grande mano» hanno sottolineato prima Hernanes e poi Ledesma.
DISGELO – Segnali positivi con la dovuta prudenza, società e squadra sperano che non si rompa l’incantesimo. Il mercato è ancora aperto, Petkovic voleva Yilmaz, Lotito e Tare potrebbero prendere in considerazione un’offerta importante per Zarate. Ma oggi non ci sono club pronti a investire sull’argentino e la Lazio all’inizio di giugno ha detto no all’Inter, che voleva rinegoziare e pagare non più di 5 o 6 milioni per il riscatto. Non si svende un patrimonio, questa era la linea del club un mese e mezzo fa, quando Maurito non aveva ancora dato segnali di risveglio. Una linea confermata in queste ore in cui si comincia a valutare davvero la sua conferma. Segnali di disgelo sono arrivati da Luis Ruzzi, vecchio amico e nuovo procuratore di Zarate, ma non c’è ancora stato quel passo che tutti attendevano. Si è parlato molto nelle passate settimane di un possibile prolungamento, idea giusta perché Lotito ha investito una montagna di soldi a perdere senza ricevere un adeguato rendimento e perché un campionato super porterebbe l’argentino ad un solo anno dalla scadenza (2014), esponendo di nuovo la Lazio. Sino a ieri non ci sono stati incontri, ma il tema del contratto in realtà non sembra così imminente. Forse se ne riparlerà più avanti. A rimonta conclusa.
Fabrizio Patania
Corriere dello Sport
