Prende gol con troppa facilità la Lazio. Questo è l’allarme scattato dopo la doppia sconfitta con Siena e Torino. Tre gol su quattro incassati in fotocopia: linea difensiva altissima, lancio a palla scoperta, scarso pressing a centrocampo, centravanti avversario lanciato davanti a Marchetti. Ha subìto poco la squadra biancoceleste, ma ha preso gol con regolarità preoccupante ai primi test con squadre di serie A. Petkovic approfitterà della sosta per ragionarci e per analizzare con il suo staff i motivi. E’ la stessa Lazio della passata stagione, ma ha cambiato radicalmente filosofia e atteggiamento tattico. Possibile? Sì, è possibile e la spiegazione, per chi riesce a leggere i movimenti su un campo di calcio, è piuttosto semplice. Con Reja la squadra si ritirava a protezione della difesa, come fanno tutti o quasi nel campionato italiano. In dieci dietro alla linea della palla, il mestiere e l’esperienza di pilastri come Ledesma e Dias per intercettare il pallone o rubarlo con l’anticipo. Non erano quasi mai infilati, ma rinculavano verso la propria area. Un gioco d’attesa e di copertura in attesa che le qualità dei giocatori più avanzati risolvesse la partita. Zio Edy non ha mai rubato l’occhio, ma ha tenuto con costanza un rendimento altissimo e ha macinato punti, 152 in due anni e mezzo ad un media di 1,7 per partita in serie A.
INTERROGATIVI – Petkovic cerca di giocare a calcio, ha spostato in avanti di venti metri il baricentro della squadra, non ci sono velocisti in difesa (era fermo anche Diakitè): se porti Biava, Dias e Cana a quaranta metri da Marchetti, basta alzare un pallone e lanciarsi in profondità. Prima o poi, in novanta minuti, l’attaccante avversario riuscirà a spuntarla. Così è successo. In più la doppia amichevole con Siena e Torino è arrivata in fondo ad un ritiro durissimo. Gambe pesantissime, logico non avere brillantezza e non trovare risposte efficaci sul pressing, condizione indispensabile per sostenere questo tipo di gioco. Pensare che i difetti siano soltanto nel reparto arretrato, che pure ha un’età media altissima e dev’essere rinforzato, sarebbe sbagliato. Questa è la sfida di Petkovic: trovare gli equilibri a centrocampo, dimostrare che la stessa Lazio di Reja possa correre e macinare calcio a velocità doppia rispetto al passato. Ecco i rischi che si dovrà assumere. E qualche interrogativo resta in sospeso. Hernanes ha la consistenza fisica e il passo per giocare centrocampista centrale nel campionato italiano? Gonzalez e il solito Brocchi (quasi 37enne) basteranno per nascondere lo scarso dinamismo in mezzo al campo della Lazio? Petkovic è convinto di trovare le risposte adeguate: ad agosto modellerà la sua vera creatura.
corriere dello sport
