Ancora lui. Libor Kozak, il salvatore. Appena 145 minuti giocati, ma quattro reti pesantissime che hanno regalato alla Lazio la bellezza di nove punti. Lotito ha trovato in casa l’agognato attaccante, il gigante ceco tutto casa e lavoro che tanto piace a Reja. Mercato chiuso, quindi, a parte lo scambio Blasi-Foggia col Napoli che, forse, andrà in porto oggi.
«Si ferma sempre dopo gli allenamenti per migliorarsi» ha ammesso gonfio d’orgoglio il tecnico dopo la vittoria contro la Fiorentina. Libor sabato pomeriggio ha scaldato la Nord, ha riportato quell’entusiasmo perso dopo le ultime brutte prestazioni della Lazio. I tifosi, per una sera, sono tornati a festeggiare, stupiti da quel giovane «alto e un po’ scoordinato che tanto ricorda Chinaglia» come hanmo sottolineato i laziali con più memoria. Già perché quel modo di giocare, di muoversi, quel rigore tirato tutto ingobbito a molti ha ricordato proprio Long John. Ammesso che ci riuscirà, Kozak ne dovrà fare di strada prima di potersi paragonare a Chinaglia, ma ha certamente imboccato la via giusta e domani sera avrà la grande occasione: guidare l’attacco contro il Milan capolista. Una scelta figlia dei numerosi infortuni, ma che Reja farà senza timori, anzi felice di poter consegnare le chiavi dell’attacco al suo giocatore più in forma.
Acquistato per poco più di un milione nel 2008 dall’Opava, squadra della serie B ceca, fece l’esordio in A il 2 maggio 2009 (Inter-Lazio 2-0) per poi andare a farsi le ossa in B col Brescia (26 presenze e 4 reti). La scorsa estate è tornato alla base come quarto attaccante dietro Rocchi, Floccari e Zarate, ma negli spiccioli di gara che Reja gli concede fa gol pesantissimi. Una settimana fa aveva le valige pronte per Bologna. Domani guiderà l’attacco della Lazio a San Siro.
Enrico Sarzanini
Leggo
