Lazio, Klose è rimasto fuori

Klose sta a guardare, alle 15 si ripiazzerà davanti alla tv. La resurrezione non è bastata, Petkovic l’ha lasciato a casa. A Formello sono tutti convinti di un fatto: è stato l’allenatore a escluderlo dalle convocazioni, non è stato il giocatore a tirarsi indietro. La spalla destra è guarita, assicurano i medici. I problemi sono legati a questioni atletiche, così è stato comunicato venerdì tramite la radio ufficiale del club. Contano i fatti: è passato un mese dall’infortunio alla spalla destra, Klose se la lussò il 10 novembre (Parma-Lazio 1-1). In Germania avevano fissato in 15-20 giorni il suo rientro, oggi è scoccato l’8 dicembre, i tempi sono stati superati abbondantemente. In realtà, bisogna dirlo, sono passati anche quelli utili per favorire il ricondizionamento atletico. E’ possibile che non siano servite due settimane per rimettere benzina nelle gambe? Qualcosa non quadra. Per quanto i fastidi alla spalla possano essere presenti (Klose li lamenterebbe), non sono invalidanti. In passato, ed anche ieri, sono stati convocati giocatori in condizioni nettamente peggiori.

I NUMERI – Klose s’è assentato molto quest’anno, non ha offerto il rendimento del passato. E’ accusato di pensare troppo alla Germania e al Mondiale. A volte, dopo gli stop fisici, è apparso titubante. Petkovic, di regola, non punta su giocatori a mezzo servizio, oggi più che mai. L’ha visto scarico, ecco perché ha deciso di escluderlo. Vlado è al bivio, ha smesso di intonare serenate, sa di essere al capolinea ed è pronto a togliersi i sassolini dalle scarpe, quelli che ritiene d’aver tenuto nascosti per troppo tempo. Klose non è stato convocato per Torino, salterà la quarta gara di fila (Sampdoria, Legia Varsavia, Napoli e Toro), dopo la sosta non ha mai giocato e non ha mai trovato posto in panchina. I medici venerdì erano stati chiari, ne sono prova queste dichiarazioni: «Klose e Biava si stanno allenando con la squadra ma non sono ancora al cento per cento, la condizione atletica non è ottimale. Non hanno ancora un minutaggio e un ritmo gara adeguati e pertanto potrebbero essere risparmiati per la sfida di Europa League e per la prossima di campionato» , era stata questa la posizione espressa dallo staff sanitario. Ventiquattro ore dopo è arrivata la decisione di Petkovic, la scelta finale spettava a lui. L’ADDIO – Infortuni e tormenti: Klose è diventato un fantasma. Nel 2013 ha saltato 21 partite per guai fisici, ne ha solo giocate 26. In tutto ha totalizzato 1853 minuti di gioco, ha segnato la miseria di 7 gol (5 al Bologna in 90 minuti e 2 quest’anno in A). L’anno scorso, dopo 14 giornate di campionato, era a quota 8 reti. Miro non vede l’ora di chiudere il 2013 e di tuffarsi nel 2014. Non è stato un anno felice, ha accusato tre infortuni: prima la lesione al ginocchio destro, poi l’infiammazione al piede destro, infine la lussazione alla spalla destra. Il Mondiale s’avvicina ed è sempre più un assillo. D’accordo, la sfortuna ha inciso e la scelta di ieri è ascrivibile sul conto di Petkovic, diciamo così. Ma Klose deve dare dei segnali, deve tornare ad essere una guida. Da quanto tempo non lo sentiamo caricare il gruppo? Parlare del suo futuro (delle offerte provenienti dall’America e dalla Germania) e parlare del Brasile non è elegantissimo

Daniele Rindone

Corriere dello Sport

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