Guardi il tabellino e pensi: Reja ha vinto alla Petkovic. Lazio con il 4141, Hernanes mezzala, Klose che segna all’Inter nello stesso minuto del campionato scorso, 10 allora, 10 oggi. Macché, non fatevi ingannare: Reja ha vinto alla Reja. La musica è cambiata. E in fondo il primo a saperlo è Klose: «Incassiamo troppe reti, non esaltiamoci troppo per aver battuto il Livorno », disse tre settimane fa. Stavolta, in cuor suo, Miro può lasciarsi andare un po’ di più. Bocca cucita all’uscita, solo foto e autografi in una zona mista che sembrava piazza Navona il giorno della Befana. Ma il carbone è per l’Inter, solo dolci per la Lazio. Forse perché i giocatori hanno fatto i bravi: «Sì, mi sono allenato anche durante le vacanze— ha rivelato Hernanes —. Reja ci ha dato tanta serenità, il suo impatto è stato positivo, molto più di quanto immaginassi ». Parole che valgono doppio, se è vero che il Profeta aveva speso parole al miele per Petkovic proprio quando la bufera incombeva sulla testa del bosniaco.
Profeta osservato
Riecco la Lazio, allora. «Ma dai big in generale mi aspetto di più — ha detto Reja —. Certo, il gol di Klose è stato straordinario, Miro ha due cervelli. Hernanes? È un valore aggiunto per la Lazio, però deve giocare dalla metà campo in avanti. L’interdizione non è il suo forte. Giocando sulla trequarti, con il tiro che ha, diventa devastante». Sembra un messaggio al brasiliano: stavolta ti ho schierato nel ruolo che volevi tu, ma dalla prossima ti riporto trequartista. «Ma con il mister abbiamo già parlato della mia posizione — ha ricordato Hernanes —. Abbiamo provato diverse soluzioni, ma quello di stasera (ieri, ndr) è il ruolo in cui mi trovo meglio». Il risultato della Lazio, quello sì che è cambiato: «Anno nuovo, nuova Lazio — sorride Hernanes —. Ho corso tantissimo, questa vittoria è importante, mi sono tornati in mente tanti successi simili ottenuti con Reja». Il contratto resta però argomento delicato: «C’è stato un primo incontro, le parti si devono riaggiornare, io resto tranquillo. Non c’è fretta, ho ancora un anno e mezzo». Lo sanno pure gli osservatori dell’Arsenal presenti ieri sera all’Olimpico.
Miro bifronte
Non ha bisogno di osservatori, invece, Klose. Il suo futuro sarà lontano dalla Lazio, il presente è qui. Buon per Reja, con il quale ha un legame forte. Era il 19 settembre 2011 quando Miro entrò nello spogliatoio di Formello, prese da parte Edy e gli chiede di ritirare le dimissioni. Ieri sera gli ha dato il benvenuto. Il doppio cervello ha pensato sia a Reja sia alla Lazio.
Marco Calabresi e Davide Stoppini
Gazzetta dello Sport
