Il 2 maggio 2010 è lontano anni luce. Stasera lo stadio Olimpico di Roma, versione biancoceleste, non sarà un caldo nido per le ambizioni scudetto dell’Inter. Benitez non ha un briciolo delle coincidenze fortunate di Mourinho, i laziali stavolta non rischiano di assistere a un trionfo dei romanisti. Stasera la Lazio sarà determinata a rompere un tabù che, in campionato, dura dal 2003 ovvero dal 2-1 firmato Corradi e Zauri che rimontarono il vantaggio interista di Vieri. L’unica cortesia riservata dal club di Lotito, stavolta, è stato l’assenso ad anticipare la gara al venerdì come richiesto dall’Inter: i nerazzurri avranno un giorno di riposo in più prima di affrontare l’ormai superflua trasferta di Champions a Brema e poi fare le valigie per Abu Dhabi, sede del Mondiale per club.
Per tornare alla vittoria e agganciare temporaneamente il Milan in testa, la Lazio proporrà la coppia d’attacco Zarate-Floccari lasciando a Hernanes il compito di ispirarli e a Matuzalem quello di dirigere il gioco (il neo azzurro Ledesma si accomoderà in panchina). L’Inter, invece, punterà forte sulla voglia di rivincita di Pandev, il grande ex di turno. Il macedone non segna da febbraio e, per la prima volta, sfiderà il suo vecchio presidente Lotito, che lo mise fuori rosa. Dalla parte dell’Inter la cabala: con Orsato arbitro è imbattuta in 11 direzioni (9 vittorie e 2 pareggi) e due anni fa vinse 3-0 all’Olimpico contro la Lazio.
Questa sera all’Olimpico comincia la giornata più lunga della stagione: la 15ª è spalmata su quattro giorni. Domani toccherà a Chievo-Roma (ore 18) e Milan-Brescia (20,30); domenica sarà la volta di Cesena-Bologna, Fiorentina-Cagliari, Lecce-Genoa, Parma-Udinese, Sampdoria-Bari e Catania-Juventus (ore 20,45); chiusura il giorno dopo col monday night di Napoli-Palermo. Uno sconfitto alla vigilia c’è già: il Bologna è stato penalizzato di un punto per il mancato versamento dell’Irpef e ne rischia a breve altri 2 in meno per il mancato pagamento degli stipendi.
Romolo Buffoni
Leggo
