In Portogallo non hanno dubbi: Paulo Bento ha già scelto 14 dei 23 convocati per il Mondiale. E in quei 14, Helder Postiga c’è: «Ha un problema fisico, ma se tornerà in forma è sempre un’opzione da considerare ». I dubbi, semmai, cominciano ad averceli in Spagna: i quotidiani di Saragozza (dove Postiga ha giocato dal 2011 al 2013) parlano di «calvario», al Valencia – club tuttora proprietario del cartellino – pensano invece di inviare il medico sociale a Formello per vederci chiaro. Unite tutti i puntini, ed esce fuori un bel mistero: perché Helder Postiga non si è ancora messo addosso la maglia della Lazio?
ll pericolo
La contrattura al gemello non guariva, così i dubbi sono sorti anche allo staff medico della Lazio: esami a Roma (anche con la collaborazione di un neurochirurgo), un consulto in Germania dal professor MullerWohlfhart, lo stesso luminare di fiducia di Klose, ma nessuna soluzione al caso. Nessuno, a Formello, riesce a capire cosa affligga il povero Helder. Piuttosto, una terapia conservativa per evitare l’intervento. Postiga, già da inizio stagione, soffriva di mal di schiena: l’incubo da cui lui, la Lazio e il Portogallo vorrebbero svegliarsi, è quello di un’operazione all’ernia del disco che lo metterebbe fuori causa per il resto del campionato e il Mondiale, la realtà è che dopo Saha un altro vice Klose preso a gennaio (e con un ingaggio di 900 mila euro) non ha portato nulla di più di quello che c’era prima.
Marco Calabresi
Gazzetta dello Sport
