Lazio, il volo non si ferma più

Ormai la Lazio d’alta quota non è più una sorpresa, però nemmeno il Milan che vola ben al di sotto della rotta domestica dell’aquila Olimpia. E se Petkovic ha fatto la figura del mago Herrera redivivo, Allegri a un certo punto pareva un condannato al patibolo, in attesa che sulla sua panchina scattasse la ghigliottina, azionata da Berlusconi. Poi gli ingressi di Emanuelson e Pato e la tardiva reazione all’avvilente 0-3 parziale, con i gol di De Jong ed El Shaarawy, gli sono valsi l’approdo all’ultima spiaggia, in senso letterale: la Champions in Andalusia, mercoledì a Malaga. Ma intanto il dileggio dei tifosi laziali (“serie B, serie B”) è giustificato dalla statistica (mai così male dal ’41-42): dalle 5 sconfitte in 8 giornate, dall’attacco che fa spesso il solletico, dal centrocampo che si allarga come il mar Rosso, dalla difesa che non contrasta mai e soprattutto dalla Juve che non si avvista nemmeno col cannocchiale, lassù a 15 punti di distanza. «L’allenatore è confermato, ma la classifica è troppo povera»: Galliani chiosa così la situazione. «Siamo fragili psicologicamente e anche nel modulo»: l’allarme di Bonera sottintende la fine del centrocampo a 3, rispolverato ieri, e l’inizio di un confronto tattico tra Allegri e lo spogliatoio, che caldeggia la formula col doppio mediano. Sostenuta da un pubblico da record in controtendenza con l’attuale spopolamento degli stadi italiani, la Lazio sembrava fatta apposta per mettere a nudo il difetto più grave del tremebondo Milan: l’assenza di ritmo e di agonismo. Allegri l’ha mascherato con la massima copertura difensiva, sorretta da adeguato pressing. Ma il castello è crollato a metà primo tempo, quando Hernanes ha scorrazzato indisturbato fino alle soglie dell’area e da lì ha inventato un sinistro che la deviazione di Bonera ha trasformato nel pallonetto fatale ad Amelia. Il secondo gol l’ha segnato subito dopo Dias: tale va infatti considerato il suo salvataggio sul diagonale di El Shaarawy. E’ stata l’unica vera azione di un Milan rallentato e inguaiato da troppi piedi ruvidi, come testimonia l’involontaria metamorfosi del solo tecnicamente sopra la media (Montolivo, eccellente in Nazionale). Il 2-0 lo ha poi firmato sul serio Candreva, scorrazzando a sua volta nella prateria spalancata ancora dal presunto incontrista De Jong e sferrando un destro da 25 metri, che Amelia ha giudicato erroneamente alto. Al rimpianto per l’infortunato Abbiati si è aggiunto quello per il vero Boateng, la cui malinconica controfigura è stata sostituita nell’intervallo da Emanuelson. Girando di piatto al volo a inizio ripresa un cross di Candreva osservato da Bonera & C, l’implacabile Klose ha scavato il solco definitivo. Il nuovo assetto, un 4-2-3-1 completato dal ritorno di Pato dopo 6 mesi, ha fruttato una rimonta incompiuta. La Lazio, indebolita dall’uscita di Mauri, si è pericolosamente rilassata: Emanuelson ha imperversato con le sue piroette. Sulla sua punizione rasoterra, De Jong si è ricordato in spaccata di essere il teorico colpo del mercato milanista. Ma l’acquisto più importante si è confermato El Shaarawy: ha beffato, con un diabolico gancio sul secondo palo, l’incerto Bizzarri, schierato per l’infortunio di Marchetti nel riscaldamento. Col batticuore, è arrivata infine la vittoria della Lazio, schiacciata dalla moltiplicazione degli attaccanti (dentro Bojan). Le punte, però, devono anche segnare: Braida insegue il danese Cornelius.

Francesco Currò

Repubblica

Condividi

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Leggi anche

Agosto 25, 2026
-
Valerio La Torre
ATLETICA LEGGERA 🏃 – L’Arrampicata 8,850 km – Tolfa (Roma)3° (3) Adolfo...
Agosto 22, 2026
-
Redazione
Dopo tanta fatica e una serie consistente di no, la Lazio ha...

Iscriviti alla newsletter e rimani aggiornato sulle ultime news

Lazio Live
La storia siamo noi
L’Almanacco
Lazio Wiki
Richiedi la tua
tessera GRATUITA