Un dubbio in regia: chi gioca fra Lucas Biglia e Cristian Ledesma? Un ballottaggio per il ruolo di play verso il debutto in campionato, di domenica, nella trasferta contro il Milan. Una sorta di derby in chiave argentina per i due connazionali senza però assumere i toni di un vero e proprio duello. La loro concorrenza scorre nel segno della scelta compiuta dal ritiro di Auronzo da parte di Stefano Pioli, che ha puntato subito sul modulo 4-3-3. Un reparto mediano con tre elementi assottiglia le soluzioni ma soprattutto concentra le varie opzioni nelle specifiche caratteristiche richieste dall’assetto. Inoltre, per il lavoro svolto già dall’inizio, sulla configurazione del settore di centrocampo, Pioli ha fatto leva sulle varie peculiarità, che vanno dal senso geometrico del gioco al dinamismo alla capacità di sapersi incuneare nel fronte offensivo. Di conseguenza, c’è una forte diversità di lavoro tra il play e gli esterni, oltre che un’altra visuale in fase di impostazione. Così Ledesma e Biglia sono stati inseriti nella casella di chi giocherà in regia. Anche se con diverse doti nell’interpretazione del ruolo: più portato al lancio lungo Ledesma, mentre Biglia mostra maggiore abilità negli spazi brevi. Sono però semplici aspetti particolari nella valutazione globale di due giocatori di valore assoluto.
Il confronto
Ledesma si accinge al suo nono campionato con la Lazio, Biglia al secondo. Il primo, 32 anni da compiere il 24 settembre, è un riferimento ormai consolidato nelle trame biancocelesti. L’altro, 28 anni, arriva dopo un Mondiale giocato da protagonista, diventando titolare in corsa sino al suggello della finale. Verso la gara di domenica, il rebus della scelta per il ruolo di play considererà anche una condizione non ancora al massimo per Biglia. Infatti, Ledesma è partito dal primo minuto nella partita di Coppa col Bassano.
L’idea in più
C’è, tuttavia, un’altra formula ipotizzata dallo stesso Pioli, che non ha escluso, nell’evolversi della stagione, la possibilità di schierare insieme Biglia e Ledesma. Rimescolando i compiti tattici. Una prospettiva non impossibile. Ma va anche rimarcato che nell’ambito di un campionato che la Lazio intende disputare ad alta quota, la possibilità di avere una doppia scelta doc in cabina di regia costituisce un ulteriore motivo di garanzia per lo stesso Pioli.
Nicola Berardino
Gazzetta dello Sport
