Venti giorni di lavoro, sei amichevoli, una miriade di allenamenti. La fase di rodaggio è terminata, la nuova Lazio comincia ad avere una fisionomia ben definita. Con le sue zone d’ombra, ma anche con parecchi punti fermi, che sono decisamente più numerosi rispetto alle prime. A poco più di due settimane dal primo appuntamento cruciale della stagione, la Supercoppa italiana, il bilancio è dunque incoraggiante.
Condizione ok
A parte il passaggio a vuoto di Siena, martedì scorso, nelle varie amichevoli disputate finora i biancocelesti hanno mostrato una condizione atletica più che accettabile. Aspetto fisico ok, dunque, e questa è probabilmente la cosa più importante in questa fase della stagione. Chiaro che alcuni giocatori sono più in forma di altri. I quattro nazionali, per esempio, si allenano solo da una settimana e sono ovviamente indietro rispetto al resto della compagnia. Ma nel complesso la squadra pare in salute. Lo si è visto nitidamente l’altra sera a Nizza. Dove la Lazio ha fatto un’ottima figura contro una squadra più rodata (il campionato francese scatta tra una settimana).
Scelte fatte
Conforta, poi, di questa Lazio la chiarezza nelle scelte che sta facendo Petkovic. Quella del modulo, innanzitutto. Ne ha provati parecchi, il tecnico. Ma, a giudicare dalle ultime uscite, pare aver puntato in maniera decisa sul 4-2-3-1. Un sistema di gioco che presenta parecchi vantaggi (come quello di esaltare le caratteristiche del ritrovato Ederson), che regala alla formazione biancoceleste equilibrio e capacità di manovra. Che, soprattutto, salva quella difesa a quattro alla quale il gruppo pare non volere proprio rinunciare. Anche se Petko continua a provare pure moduli che contemplino la difesa a tre e non è escluso che nel corso della stagione la Lazio possa essere schierata in questo modo. Ma intanto si procede sul 4-2-3-1 come modulo-base. Che poi, all’occorrenza, si può pure trasformare in un 4-4-2 con un trequartista in meno ed una punta in più.
Stefano Cieri
Gazzetta dello Sport
