Tregua impossibile. I tifosi della Lazio non credono più nel presidente Claudio Lotito e di conseguenza nell’idea lanciata da «Il Tempo»: un congresso generale, un’assemblea dove riunire tutte le componenti del mondo biancoceleste per provare a sanare una frattura profonda e mai così DELE7Eria per il club. Ex calciatori, tecnici, addetti ai lavori e comunicatori hanno aderito in massa alla proposta, ma le parti in causa – il presidente Lotito e i tifosi della Lazio – restano per ora fermi sulle proprie posizioni.
In attesa della risposta della società, i rappresentanti della curva Nord hanno voluto spiegare a «Il Tempo» le ragioni di un rifiuto irremovibile, almeno allo stato attuale. «Più volte in questi ultimi dieci anni abbiamo provato ad aprire un dialogo con il presidente Lotito – osserva Alessandro, uno dei ragazzi della curva biancoceleste – Più volte abbiamo tentato di riportare la “normalità” in casa Lazio, ma purtroppo i passi fatti dalla tifoseria sono stati sempre ignorati da Lotito. Ora, dopo dieci anni di siffatta gestione, di cosa vogliamo ancora parlare?».
Il popolo laziale non crede più in Lotito, il solco sembra troppo ampio per essere rimarginato e i motivi dei tifosi sono semplici. «Noi chiediamo solo una cosa: vedere la Lazio ad alti livelli – spiega Alessandro – Questo non è mai stato fatto negli ultimi anni, anzi. Lotito non vuole far crescere il club: tutte le volte che siamo arrivati ad un livello medio-alto, questa società ha subito ridimensionato ogni sogno. Lotito subordina il bene della Lazio agli interessi personali, usa il club solo per guadagnare: il tempo del dialogo è finito».
Il tempo della contestazione, invece, continua eccome. Domenica 23 marzo, nella sfida casalinga con il Milan, i tifosi torneranno a riempire l’Olimpico (dopo averlo lasciato vuoto per la sfida all’Atalanta) con un obiettivo dichiarato: presentare le proprie domande – sotto forma di striscioni – a Lotito, un modo diverso ma comunque utile per aprire un dialogo. I dubbi del popolo biancoceleste sono tanti. «Noi vediamo molte cose poco chiare – osserva Alessandro – Se la Lazio si autofinanzia come sostiene Lotito, perché a bilancio sono riportate così tante spese assurde? Faccio solo qualche esempio: per quale motivo “si investono” dieci milioni per questioni legali quando poi non si vince una causa?».
I tifosi della Lazio hanno le idee chiare. I punti della contestazione sono molti, alcuni resteranno celati fino alla sfida con il Milan, ma le obiezioni a Lotito riguarderanno diversi aspetti: dalle presunte incongruenze del bilancio alle delusioni del mercato fino ad alcune discusse decisioni societarie (per esempio la mancanza ormai quasi decennale di uno sponsor). Ma non solo. «Da quanto tempo Lotito parla dello stadio di proprietà? In realtà non gli interessa regalare alla Lazio una nuova “casa” – ribadisce Alessandro – ma vuole soltanto costruire un intero quartiere sui suoi terreni. Con questa società lui ci guadagna e al contempo combatte contro noi tifosi: perché, altrimenti, avrebbe regalato così tanti biglietti per la sfida all’Atalanta e non per la partita col Ludogorets, quando la squadra aveva ancor più bisogno del sostegno del pubblico?». Scontro frontale, dunque. E niente congresso, almeno per il momento. In attesa della risposta del discusso presidente Lotito.
Daniele Palizzotto
Il Tempo
