La chiave tattica è Hernanes. E’ l’ago della bilancia: dal suo ruolo dipende gran parte della costruzione della nuova Lazio. Petkovic e Reja abitano pianeti calcistici diversi, il ritorno di Edy ristabilirà l’ordine antico. Hernanes, con Reja, diventò trequartista, segnò a palate, quanto un attaccante. Edy ci parlerà presto, si confronterà con lui, vuole capire se è disposto ad avanzare nuovamente il raggio d’azione, vuole capire perché s’è perso, perché non salta più l’uomo, perché non va al tiro come una volta, come accadeva con lui. Reja pensa a due moduli: il 4-2-3-1 e il 4-3-2-1. Si tratta di idee, andranno confermate sul campo nei prossimi giorni, ci sono anche altre opzioni. Un esempio? Con il 4-5-1 la squadra quest’anno ha fatto registrare segnali positivi (basta analizzare il match di Parma). Tornando ad Hernanes, da rifinitore, troverebbe spazio sulla trequarti insieme a Candreva e Lulic (cursori esterni). A centrocampo (nel 4-2-3-1) i posti sulla mediana sarebbero ad uso e consumo di Gonzalez ed Onazi, di Ledesma e Biglia. Il 4-3-2-1 verrebbe composto arretrando Lulic, facendogli vestire i panni della mezzala sinistra (è un ruolo che Reja gli ha cucito addosso in passato, Petkovic l’ha sempre rinnegato). Hernanes in questo caso s’affiancherebbe a Candreva, entrambi scorterebbero Klose. Approfondimento su Candreva e Keita: senza Mauri sono gli unici uomini che riescono a saltare l’avversario, il tecnico goriziano punterà molto su di loro. Candreva è una creatura di Reja, l’ha fatto rinascere. Keita è in rampa di lancio, piace per le sue caratteristiche. Si dividerà lo spazio con Lulic, l’arretramento del bosniaco (quando sarà necessario) darà luce allo spagnolo.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
