C’è il Catania ma non si vede. Perché all’Olimpico è ancora derby, un’ottantina di ore più tardi. È ancora derby ed è scritto pure nel tabellino. Andate a controllare bene: a tirare fuori la Lazio da una situazione critica ci hanno pensato Lulic ed Hernanes, due che la Roma se la sono portata dietro fino a ieri.
Qui Lulic
Già, perché pensi a Lulic, che dopo aver regalato alla Lazio il derby più importante della sua storia, ieri sera ha fatto dimenticare la sconfitta di domenica scorsa contro la Roma. Un gol di destro sotto la deserta curva Sud, tante giocate e, soprattutto, la forza nervosa di trascinare la squadra. Lulic aveva già segnato contro il Chievo, prima del derby, soltanto contro i giallorossi è rimasto a secco. La Roma, per lui, non è però un capitolo chiuso: «Vogliamo la rivincita e per quella ci sarà il derby di ritorno. Soltanto per il 26 maggio non ci sarà rivincita». Una frase forte, che lo renderà ancora di più idolo dei tifosi: «Mi dispiace che erano così pochi stasera (ieri, ndr). Spero che possano essere di nuovo tanti, abbiamo bisogno di loro. La partita di domenica col Sassuolo sarà fondamentale, ma lo era anche quella contro il Catania ». La Lazio è entrata in campo determinata e Lulic lo conferma: «Venivamo da una sconfitta, avevamo voglia di fare bene. Io in particolare? No, io come tutti gli altri».
Il Profeta e il sostituto
E che dire di Hernanes? Il brasiliano è stato di fatto l’unico a pagare la sconfitta con la Roma. È rimasto in panchina e Lotito ha provato a deviare l’attenzione: «Non c’è nessun caso, la verità è che non c’è equilibrio nei giudizi ». Certo che la faccia del Profeta dopo il gol non era quella di un giocatore felice. La solita capriola sì, ma il resto è sembrato tutto sottotono. Come pure prima del match, quando il Profeta ha evitato di svolgere il consueto riscaldamento insieme con i compagni. In campo, poi, entrato con tutti i sentimenti. Voleva il gol, anche a costo di non servire un compagno tutto solo (Perea, nell’occasione) o di farsi murare da Andujar. L’ha trovato, il terzo stagionale, il secondo in sette giorni dopo quello al Legia. Per la Lazio resta decisivo, nel bene e nel male. Nel bene, ieri sera. Lui come il suo sostituto, il connazionale Ederson: «Sono felice, penso di aver fatto una buona prestazione. Dopo il derby eravamo veramente giù, ma siamo riusciti a rialzarci. Ora dobbiamo crescere, riuscendo a concretizzare le occasioni che creiamo. Gli infortuni? Sono il passato. Questo è il momento più importante della mia carriera, voglio sfruttarlo al massimo». E Petkovic l’ha capito.
Davide Stoppini e Chiara Zucchelli
Gazzetta dello Sport
