Lasciano il campo in lacrime i giocatori della Lazio. Sono provati dalla partita e soprattutto dall’epilogo. La fine della battaglia è uno stordimento generale proprio per come è finita. Simone Inzaghi tira fuori gli artigli: «Sono orgoglioso di questa squadra. Abbiamo dato tutto, abbiamo fatto una grande prestazione. Soltanto nel primo quarto d’ora ci sono state delle difficoltà che ci hanno complicato la vita, poi siamo cresciuti e a un certo punto eravamo padroni del campo». Ci teneva tantissimo Inzaghi a portare la Lazio alla terza finale consecutiva e ci teneva sotto gli occhi del fratello Pippo che prima della gara è entrato in campo per salutarlo e poi ha seguito tutto dalla tribuna circondato da tanta gente. Autografi a volontà e soprattutto selfie. Sperava tanto Superpippo di lasciare poi la scena soltanto al fratello. «Usciamo a testa alta – osserva ancora Simone Inzaghi – dopo aver dato il massimo e anche di più. La Lazio è stata protagonista e avrebbe meritato la finale».
TANTI RIMPIANTI. «Ai ragazzi in panchina – riprende il tecnico – ha detto che meritavamo di vincere specie nel secondo tempo dove abbiamo prodotto tantissimo. Ai supplementari può sempre succedere di tutto, però non ci hanno fatto un tiro in porta ed è accaduto l’incredibile a poco dalla fine. Il gol c’è scappato e ha premiato il Torino». Inzaghi non s’è dato pace, e rientrando negli spogliatoi ha alzato lo sguardo verso lo stanzone granata facendo i complimenti agli avversari. «Questo è il calcio – ha aggiunto – e va accettato. Rimangono davvero i rimpianti per come abbiamo giocato e per un risultato che ci è sfuggito».
OMAGGIO A CRECCO. Moreno Longo, tecnico granata, dedica le sue prime parole alla Lazio: «Il mio pensiero va a Crecco. Il ragazzo ha subìto un infortunio che mi dicono serio e gli mandiamo un grande in bocca al lupo. Ci dispiace per questa nota stonata in una serata dove si è visto buon calcio e dove credo che la gente si sia divertita. Abbiamo vinto contro la squadra più forte d’Italia».
Corriere dello Sport
