Marchetti; Cavanda, Ciani, Cana, Konko; Ledesma (capitano), Gonzalez, Hernanes, Lulic, Candreva e Klose, lo schema è il più che rodato 4-1-4-1: la Lazio è fatta, se non fosse per la scelta di tener fuori Onazi e per le assenze forzate di Biava e Radu, sarebbero stesso undici e stesso modulo che hanno portato Petkovic a vincere l’ultima partita contro la Roma, il 26 maggio scorso. Lo si era capito da giovedì che oggi sarebbe scesa in campo la vecchia Lazio, l’unica deroga al turnover contro il Legia Varsavia in Europa League è stata varata solo per la nuova difesa. Nel complesso, dopo un’estate passata a sperimentare, il tecnico biancoceleste ha deciso che nel derby non si può rischiare oltre e che è bene puntare sull’affiatamento di squadra raggiunto in un anno sotto le sue direttive, per Keita ci sarà tempo. Meccanismi oliati e nessun nuovo acquisto in campo, del resto Biglia e Novaretti sono già ko, Perea non ha ancora il transfert e Felipe Anderson è indietro nel recupero. Il fatto di schierare sempre i soliti noti può non essere uno svantaggio, almeno nel derby dove l’esperienza ha un ruolo fondamentale. Ieri anche presidente e d.s., Lotito e Tare, hanno assistito alla rifinitura dopo aver caricato i giocatori. Con un occhio di riguardo per Lulic, l’eroe del 26 maggio, chiamato a una nuova impresa.
Andrea Arzilli
Corriere della Sera
