HA SORPRESO tutti anche stavolta, il ds Tare. Il secondo colpo in difesa sarà Santiago Gentiletti, centrale nato il 9 gennaio 1985 (il giorno della Lazio), mancino e argentino, ma con passaporto comunitario. Non è un nome capace di infiammare i tifosi, anzi. Cognome, età e nazionalità ricordano molto Diego Novaretti che nella sua prima stagione in biancoceleste non è riuscito ad affermarsi. Ma rispetto al “Flaco” (che comunque società e tecnico sono convinti di rilanciare), “Genti” — come viene soprannominato — non arriva dal campionato messicano. È stato una colonna portante del San Lorenzo fresco campione dell’ultima Copa Libertadores, equivalente sudamericana della nostra Champions League. È il classico stopper argentino: tenace, affidabile e ruvido. Alto 182 centimetri, cerca spesso l’anticipo, buon colpo di testa e piedi discreti: andrà a occupare il posto lasciato libero da Biava. Le sue caratteristiche si sposano bene con quelle di De Vrij: la Lazio — assicura dall’Argentina il presidente del San Lorenzo Matias Lammens — ne riscatterà la clausola rescissoria di 2,5 milioni di dollari (poco meno di 1,9 milioni di euro), ma la dirigenza biancoceleste sta cercando di risparmiare qualcosa. Anche perché non è detto che Gentiletti — c’è l’accordo per un quadriennale da 600mila euro a stagione — sia l’ultimo acquisto in difesa: possibile che Lotito, dopo aver ceduto i vari Cavanda, Ciani e Gonzalez (dall’Inghilterra parlano di un’offerta di 8 milioni di sterline dal Southampton per l’uruguaiano), faccia un ulteriore tentativo per Paletta del Parma, Stankovic del Partizan Belgrado o Doria del Botafogo. Gentiletti è munito di passaporto italiano e la casella da extracomunitario che si libererà con la partenza di Adeleke non è stata ancora occupata. Potrebbe esserci un altro colpo di scena, insomma. Che alla Lazio, in fondo, non sarebbe poi così sorprendente.
Marco Ercole e Giulio Cardone
Repubblica
