Lazio, esperienza e nuove energie

Esperienza più freschezza, il mix è quello giusto per riuscire finalmente a conquistare un posto in Champions. Perché da tre anni a questa parte il problema è sempre stato quello di restare a secco ad un niente dal traguardo, le vecchie volpi biancocelesti non ce l’hanno fatta a compensare col mestiere il calo di energie. Così Petkovic è stato accontentato, ora ad Auronzo ha due Lazio da allenare: una esperta che non trema davanti a qualsiasi avversario e l’altra esuberante ed entusiasta, tutti giovani o esordienti che già si mangiano il campo con gli occhi. Metterle insieme significa vincere. Due squadre che si allenano sfidandosi: gli eroi della Coppa Italia da una parte, magari schierati con il 4-1-4-1 che ha portato alla vittoria nel derby della storia. E quindi Marchetti protetto dai vecchietti terribili Biava e Dias con Radu e Konko di fascia, con Ledesma regista un passo indietro a Hernanes e Gonzalez, con Candreva e Lulic sulla fasce e, ovviamente, Klose di punta. Ci sarebbe anche Mauri, non uno qualunque, ma è chiaro che il suo destino è legato al doppio illecito che la Procura federale gli contesta per il calcio scommesse. I soliti noti, insomma: età media 30 anni, esperienza e nervi d’acciaio. Ovviamente Petkovic ripartirà da loro, nel gruppo delle vecchie volpi ci sono anche cambi di affidabilità certa come Floccari, Cana e Ciani, lo zoccolo duro su cui costruire la nuova Lazio. Meccanismi oliati, classe, corsa, grinta, tutto quello che serve per fare bene, come ha dimostrato il grande girone d’andata della passata stagione. Soprattutto nel doppio confronto in Coppa Italia contro la Juve. Dall’altra parte, invece, Petkovic può schierare una squadra nuova di zecca, entusiasmo d esuberanza fisica per un modulo su cui il tecnico intende lavorare in ritiro, il 3-4-1-2. E possiamo immaginarlo così: Strakosha tra i pali, terzetto difensivo composto da Elez, Novaretti e Vinicius, con una mediana da assortire con i vari Biglia, Onazi, Cataldi, Antic, Crecco, Pereirinha, più il talento di Felipe Anderson sulla trequarti e l’esplosività di Perea e Keita in avanti. Un campionario di scommesse, certo. E a qualcuno le gambe tremeranno, sicuro. Ma senz’altro un serbatoio di energie per approvvigionare la squadra titolare o, magari, per sgravarla dal peso dei primi turni delle coppe. Età media 20 anni. Non male considerando che nel gruppetto ci sono anche un 28enne, Novaretti, e un 27enne, Biglia. E con due cartucce ancora da sparare, il 19enne Rozzi e l’ex «canterano» Tounkara, 17 anni, uno che Petkovic ha voluto fortemente ad Auronzo dopo averlo visto fare faville a Gubbio nella finale dello scudetto vinto dalla Primavera. Esperienza più energia: cos’altro serve per la Champions?

Andrea Arzilli

Corriere della Sera

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