Il peggio è passato, ma il viaggio è ancora lungo. Honorato Ederson è appena rientrato a Roma dopo la prima fase di convalescenza trascorsa a Lione. Conta di tornare ad allenarsi a luglio, in tempo utile per il ritiro di Auronzo. Si è strappato alla fine di gennaio. E’ stato operato dallo stesso specialista che aveva eseguito nel 2010 lo stesso intervento alla coscia sinistra. Il brasiliano è riapparso al centro sportivo di Formello e ieri all’ora di pranzo è stato ospite negli studi di Lazio Style Radio. Sorrideva. Ha raccontato tutto. Per il suo incidente si prevedono sei mesi complessivi di stop. «C’è stato questo infortunio molto grave e mi sono recato a Lione dove ho subito un intervento chirurgico. La prima fase del protocollo riabilitativo è andata bene. A luglio sarò pronto per tornare operativo. La prima fase è stata la più difficile perché dovevo stare sempre sdraiato. Anche quando dovevo andare a fare i controlli ero costretto a muovermi in ambulanza, sempre immobile e steso sul lettino. Il tempo non passava mai, ma ho sentito la vicinanza e l’affetto dei compagni, della società e dei tifosi. Ho ricevuto tantissimi messaggi che mi hanno rincuorato e spinto a impegnarmi al meglio per tornare il prima possibile. Adesso sto continuando a lavorare per tornare alla grande nella prossima stagione» ha spiegato il fantasista brasiliano.
– Lo stop gli ha permesso di rianalizzare le sue prime due stagioni in biancoceleste, non troppo fortunate. S’è fermato nel momento in cui Reja lo stava lanciando. Con Petkovic aveva faticato moltissimo a trovare spazio. «Ogni volta che scendo in campo cerco di dare il massimo. Sinora nella Lazio non sono riuscito ad avere una continuità che ti permette di arrivare a certi livelli. Ce la metterò tutta per cercare di farlo appena tornerò dall’infortunio. Non sono mai stato al 100%? Ci sono stati dei momenti in cui sono stato bene, ma non ho mai avuto la continuità. Il non giocare sempre fa la differenza per un calciatore. Il primo anno ho giocato soprattutto in Europa League e sono contento che siamo arrivati quasi in fondo alla competizione. Anche nei miei momenti migliori non ho trovato sempre spazio ed è questo che non mi ha permesso di rendere al massimo. Ogni volta che ero pronto a spiccare il volo è successo qualcosa che mi ha fermato. Ruolo? Li ho fatti tutti e questo è una qualità che mi permette di essere utile al mister» .
– La beffa di Sofia brucia ancora nei pensieri di Ederson, che spera in una rimonta dei suoi compagni in campionato. «Abbiamo tutte le qualità per arrivare in Europa. Peccato per l’eliminazione in Bulgaria perché abbiamo fatto una bella partita. Adesso la squadra si concentrerà sul campionato. Stiamo rimontando e sono sicuro che otterremo una posizione importante» . Ha avvertito l’affetto della gente. «Sui social network i tifosi mi hanno riempito di messaggi che mi hanno dato ancora più forza per cercare di rientrare il prima possibile. Il pubblico conta tantissimo. Noi cerchiamo di andare in campo e fare spettacolo anche per loro che vivono la Lazio come una passione. Quando entri in campo e vedi tanta gente è una cosa che dà tanti stimoli e che la mattina ti fa alzare dal letto per lavorare. Il tifo laziale è bellissimo e ci carica davvero tanto. Un appello? La squadra ha bisogno dei tifosi. Quando i laziali vengono allo stadio diventano un fattore per noi giocatori. Speriamo che vengano numerosi in modo da spingere i ragazzi a conquistare un posto in Europa» . Guarderà il Mondiale da spettatore. «Il Brasile farà una grande manifestazione. La Spagna gioca un calcio efficace e il Belgio potrebbe essere la sorpresa. Poi spero che la Germania di Klose e l’Italia possano fare bene e andare il più avanti possibile. Sarebbe bella una finale tra Brasile e Italia» .
fabrizio Patania
Corriere dello Sport
