Nasce l’Academy, tutto è pronto, definito quasi nei dettagli. I lavori scatteranno in estate, tra fine maggio e giugno Lotito conta di presentare ufficialmente il suo progetto. Un altro snodo fondamentale per la crescita e la patrimonializzazione della Lazio. Cinque nuovi campi di calcio, una foresteria adibita esclusivamente al vivaio, la costruzione di un centro medico. Formello si allarga e si amplia per riunire l’attività del settore giovanile e dotarsi di una scuola all’avanguardia dove poter crescere i talenti del futuro. Una Academy come possiedono i grandi club d’Europa, segnatamente in Inghilterra, per dare un’impronta unica all’attività giovanile e seguire i bambini anche fuori dal campo. Un progetto ambizioso e su cui la società biancoceleste sta lavorando già da un paio d’anni. Servivano le autorizzazioni per avviare i lavori. I nuovi campi vedranno la luce nei terreni antistanti al parcheggio dello stadio intitolato a Mirko Fersini. Costerà diversi milioni di euro, ma si tratta di uno sforzo che permetterà nel tempo alla Lazio di avere benefici sportivi e di bilancio.
PATRIMONIALIZZAZIONE
– Lotito sta proseguendo nell’opera di consolidamento della società. Nei primi anni di gestione ha risanato i conti e ripianato il deficit. Ha portato il fatturato del club nell’ultimo esercizio a 110 milioni di euro e la Lazio non è più una scatola vuota o un titolo sportivo riempito esclusivamente dal parco dei giocatori sotto contratti. Prima di pensare all’Academy, aveva aperto i negozi ufficiali Lazio Style per lo sviluppo del merchandising, ha lanciato radio e televisione ufficiale, ha acquistato il palazzo di via Valenziani che ospitava la sede della Cirio, in stato di fallimento. Gli immobili costituiscono un asset fondamentale per le società quotate in Borsa. Ora sta per nascere l’Academy, che contribuirà ad aumentare il valore patrimoniale del centro sportivo di Formello.
NIENTE RUSSI
– Ha i suoi tempi Lotito, procede con passo costante da dieci anni, è un esercizio complicato discuterne la gestione aziendale, ma deve riconquistare la piazza che lo contesta e che gli rimprovera anche l’acquisto della Salernitana. Eppure il tema delle seconde squadre è ampiamente dibattuto nel calcio italiano e c’è chi spende soldi per mandare i propri giovani in prestito a fare esperienza. La Lazio, se Gregucci centrerà il miracolo di salire in B attraverso i play off, ci manderà qualche talento della Primavera che ha appena vinto la Coppa Italia. Lotito è deluso per la contestazione, proseguirà nel suo silenzio (mossa opportuna), ma non ha alcuna intenzione di mollare e neppure ha mai pensato di mettere in vendita la società biancoceleste. Ieri ha risposto attraverso un comunicato ufficiale alle indiscrezioni lanciate da SportMediaset secondo cui un gruppo russo (peraltro anonimo e non identificato) avrebbe presentato un’offerta di 150-170 milioni per l’acquisto della Lazio. «In riferimento all notizia apparsa circa un’offerta di un gruppo russo per la S.S. Lazio, la Società fa presente che questa è falsa e destituita di ogni fondamento» la nota diramata a metà del pomeriggio.
NO AL FLAMINIO
– Per lo stadio, invece, nessuna nuova. Lotito resta in attesa degli eventi e di vedere se e cosa riuscirà a realizzare la Roma sui terreni di Tor di Valle. Di sicuro non sta pensando alla ristrutturazione del Flaminio. Altre indiscrezioni infondate. L’impianto costruito da Nervi è in centro e condizionato da diversi vincoli ambientali, è stato dato in gestione alla Figc per i prossimi due anni, non garantirebbe l’indotto e le attività a cui pensa Lotito intorno allo stadio delle Aquile.
Fabrizio Patania
Corriere dello Sport
