Lazio, ecco come Petkovic sta trasformando Biglia

Diceva un giorno neppure troppo lontano Lucas Biglia: «I gol, i rigori e le punizioni non mi interessano. A me piace recuperare il pallone e servire il compagno più libero nel miglior modo possibile». Filosofia applicata al calcio: uno così non poteva non nascere volante, regista, motore, scegliete voi il termine. Ecco: se la ripresa di Trabzon è stata per Tare e Petkovic «la svolta della stagione della Lazio», seguendo lo stesso ragionamento una svolta per Biglia è stata la partita con la Fiorentina. Un accenno, un inizio di «Principito». Chi lo conosce bene giura: «Non avete visto neppure il 50% del vero Biglia. Dategli tempo e diventerà uno dei giocatori più forti dell’intero campionato».

I due moduli
Il tempo glielo sta dando Petkovic, il tempo se lo sta prendendo Biglia. È anche per la presenza dell’argentino che il tecnico ha via via abbandonato il 4-5-1 per sposare soluzioni alternative. Ormai la strada maestra sembra quella del 4-3-3: Biglia in mezzo e due uomini ai lati. Ma Petko non scarta una seconda ipotesi: è il 4-2-3-1, con Biglia che nel campetto a fianco abbiamo messo vicino a Onazi. Più difficilmente il partner potrebbe essere Ledesma: per quanto diversi come caratteristiche, il passo in campo dei due è molto simile e difficilmente Petkovic potrebbe impiegarli in coppia.

Velocizzare
Già, il passo, le caratteristiche. Biglia sta pian piano capendo la Lazio. Petkovic gli sta chiedendo un tipo di gioco che l’argentino non era abituato a praticare: molto più verticale, meno possesso palla rispetto ai tempi dell’Anderlecht e più verticalizzazioni. Qui Biglia deve crescere, deve «adattarsi» alla Lazio: con la Fiorentina non è stato quasi mai visto lanciare l’attaccante, cosa che invece Petkovic in alcuni momenti della partita ritiene necessario per ribaltare velocemente l’azione.

Olgiata e dintorni
In una cosa, invece, Biglia è già inserito: è di fatto italiano, per lui parlare di ambientamento è fuori luogo. Biglia ha preso casa all’Olgiata con la moglie Cecilia, da un mese è diventato papà per la seconda volta e al figlio ha dato il nome Alessio (la primogenita si chiama Allegra). A Formello si è fatto largo con discrezione, ma nessuno fin qui ha scambiato i suoi silenzi per timidezza. In pochi lo vedono sorridere, ma lui ha spiegato che le risate le tiene per qualcosa di importante. Chissà se gli basterà l’idea che al ritorno dalla trasferta con l’Argentina — affronterù Perù ed Uruguay — Petkovic gli riaffiderà la Lazio.

Davide Stoppini

Gazzetta dello Sport

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