Lazio, ecco Berisha al debutto

Tocca a Etrit Berisha. «Sarò il portiere di Europa League» : s’era presentato così alla fine di agosto, quando era ancora in Svezia con il Kalmar e la Lazio lo aspettava, convinta di spuntarla sul Chievo. Due mesi di rodaggio e di addestramento. Il portiere albanese questa sera debutterà allo stadio Olimpico. Vlado Petkovic è pronto a sganciarlo. Dopo le prime tre giornate del girone di Europa League, riposo e turnover anche per Federico Marchetti, che sinora aveva giocato senza respiro. Si scalda l’albanese. L’esordio si consumerà in una serata delicata per la Lazio, perché viene dalla sconfitta con il Genoa e dalla contestazione dei tifosi. Fa niente. Berisha ha una personalità spiccata. Niente timori. E’ il titolare della nazionale albanese, ha giocato nelle qualificazioni mondiali. Non è all’esordio in Europa League, torneo già affrontato con il Kalmar: nei preliminari di luglio 2012, riuscì anche a segnare su rigore contro gli irlandesi del Cliftonville. Chissà se Petkovic gli consentirà, in caso di rigore a favore, di presentarsi sul dischetto. Eventualmente Berisha dovrà chiedere a Hernanes. Nei primi due mesi di allenamento a Formello ha dimostrato elasticità fisica e buone capacità di apprendimento. Deve migliorare nella lingua italiana, che nel tempo gli consentirà una comunicazione più efficace con i difensori. Questa sera sogna di respingere i ciprioti dell’Apollon Limassol.

MARCHETTI

– L’indiscrezione di un suo impiego girava da un paio di giorni e forse per mantenere maggiore incertezza la Lazio ha spedito Federico Marchetti in conferenza stampa. D’altra parte i nuovi acquisti della stagione in corso non sono mai stati presentati. Così ieri il portiere azzurro è tornato a parlare dell’involuzione della Lazio. «E’ un momento particolare. Ma dobbiamo valutare le cose con il giusto equilibrio. Venivamo da due risultati positivi. Anche la Fiorentina a Milano non ha giocato meglio di noi, ma ha portato a casa il 2-0. E’ stato brutto passo falso con il Genoa. Non meritavamo di perdere. Serve qualcosa in più. Ci siamo guardati negli occhi negli spogliatoi. Quello che stiamo facendo non basta» . Quindici gol subiti in undici partite di campionato. «Non è una media che una squadra come la Lazio merita. Serve qualcosa in più. Stare lì a parlare di gioco mi sembra riduttivo. Le occasioni si creano, quando la palla non entra è tutto più difficile. Guardo e ricordo l’anno passato, forse subivamo di più. O la parata o il salvataggio, tutti ci mettevamo una pezza. Dobbiamo prenderne atto, ma possiamo uscirne. La squadra ha le qualità tecniche e morali per farlo. I momenti complicati servono per maturare. Sono convinto che ne usciremo» . Marchetti ha giurato sulla compattezza dello spogliatoio. «Non si è incrinato nulla. I risultati condizionano parecchio. Quando le cose non girano, la mente è lì che fa duemila viaggi. E’ tutto legato al momento. Ora si vede tutto buio. C’è qualcosa da dare di più. La posizione in campionato non ci compete, ma è quella e bisogna ricorrere. Come diceva mio nonno, dopo la tempesta c’è sempre il sole. Dobbiamo lavorare di più» .

CALO

– Persino Marchetti non sta regalando le prodezze e i miracoli della passata stagione alla Lazio. Ha annuito. «La prestazione del portiere è legata alla squadra. Quando si fa risultato tutti ne beneficiano. In questo inizio stagione, sono arrivate poche occasioni, gli altri hanno creato poco, ma sono stati bravi a realizzare. Dobbiamo lavorare e restare sereni, guardando con ottimismo a quello che c’è da fare» . Può essere l’Europa League il traguardo prioritario della stagione. In campionato la Lazio sta scivolando. «Con i tre punti di domenica restavamo attaccati al treno davanti, dietro alla Fiorentina. Guardando come ha recuperato il Milan, che l’anno scorso stava messo peggio di noi, dobbiamo restare sereni. L’impegno europeo ci può liberare la mente per affrontare il campionato con spirito diverso. E’ un obiettivo l’Europa come quello di centrare l’Europa League in campionato. Girone apertissimo. Sinora è andata bene, ora dobbiamo raccogliere il massimo per qualificarci al primo posto» .

Fabrizio Patania

Corriere dello Sport

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