Quel che è fatto è fatto. Che la Lazio 2013/14 non fosse all’altezza della situazione ve lo avevamo scritto già prima della chiusura del calciomercato, chiunque poteva capire le difficoltà di una squadra costruita male, soprattutto in difesa. La conferma poi di un mercato sbagliato, proprio dal punto di vista concettuale, ci è poi arrivata per voce di Lotito nell’immediato dopo gara di Lazio-Udinese alla prima partita. Già perché quando il presidente ha parlato di squadra costruita soltanto da lui e dal ds Tare, quindi consegnata all’allenatore, ha svelato il suo grande errore: l’aver costruito la squadra senza consultare il tecnico. Una cosa del genere la si può fare quando si investono milioni di euro e si acquistano campioni (Cragnotti non doveva certo chiedere il permesso per prendere Vieri), ma certamente non quando si hanno pochi soldi da investire. Vedendo la Lazio scesa in campo anche a Torino e nelle ultime settimane, è ormai chiaro per esempio che a Petkovic Felipe Anderson non piace. Non era proprio il tipo di giocatore che cercava e inoltre continua anche a schierarlo (quando lo fa giocare) fuori ruolo.
Ma in questa situazione, anche se non è il principale responsabile della crisi laziale, una scossa andrebbe data subito, senza aspettare. Lo avevamo scritto già alcune partite fa: bisogna cambiare l’allenatore. In fin dei conti i risultati ottenuti da Petkovic sono fallimentari: settimo posto nella passata stagione, quasi zona retrocessione oggi. La vittoria della Coppa Italia, seppur splendida essendo arrivata contro la Roma, non cancella certo i tanti errori visti in questi mesi e un gioco che latita ormai da troppo tempo. La Lazio avrebbe bisogno di un allenatore bravo a far giocare la squadra, a dare la sua impronta di gioco, a fargli sfruttare le caratteristiche dei suoi giocatori in fase offensiva. La Lazio deve scendere in campo per fare gol, segnare una rete più dell’avversario, perché purtroppo la difesa è quella che è. Inoltre, a prescindere dalle colpe del tecnico per un gioco che non c’è, bisogna cambiare anche per una squadra che ha bisogno di una scossa, in un periodo in cui tutto sta andando male.
Poi però, data la scossa bisognerà tornare assolutamente sul mercato. Già, perché la difesa laziale anche nella trasferta di Torino è stata la causa della sconfitta biancoceleste. Il gol della sconfitta è stato frutto dell’ennesimo errore difensivo, ancora di Cana. Ma anche Dias è sembrato tutt’altro che all’altezza della situazione, e il fatto che il rientro di Biava sia atteso quanto quello del salvatore della patria dimostra la drammaticità sportiva del momento dei biancocelesti.
Una sterzata però la società dovrà darla anche per risolvere alcuni problemi che sono sempre più evidenti: alcuni giocatori sono stanchi della Lazio. Sono troppe le situazioni non chiare, anche se alcune probabilmente montate dalla stampa. È certo però che fino a oggi Klose è stato nullo, Marchetti è sembrato un po’ distratto e che entrambi sembrano intenzionati a lasciare la Lazio. Anche Hernanes ormai non appare più tranquillo e sembra sempre più vicino all’addio. Bisognerà provare a stimolarli con un nuovo corso, testare la loro reale voglia di vestire ancora biancoceleste. Certo, se anche volessero andarsene, come biasimarli? In fin dei conti un calciatore nella carriera ha degli obiettivi e in questa società invece piuttosto che a programmare si pensa solo a distruggere.
Giorgio Capodaglio
Lazio Family
