Murato da Pirlo in Supercoppa, schiacciato da Vidal ieri sera. Sempre quei due, sempre la Juve, sempre stoppato, scavalcato, reso innocuo. Soffre i bianconeri ed è nervoso, Hernanes. Ha beccato quattro cartellini gialli nelle prime tre partite stagionali: uno nella finale del 18 agosto, uno contro l’Udinese, due allo Juventus Stadium, sarà squalificato contro il Chievo alla ripresa, lo rivedremo nel derby. Succede perché quando copre commette fallo, non è nelle sue corde, certe ingenuità fanno il resto. Di fronte alla Juve fatica, va in confusione, non rende, non si trova, si perde nella ragnatela costruita da Conte, è questo il dato più preoccupante. Il tiro non lo tradisce (ha provocato la rete di Klose), ma non può bastare.
A Torino è finito fuori perché espulso, ha chiuso la partita col rosso sventolato in faccia. E’ andato fuori dal campo anzitempo, era già fuori dal gioco, ha subito ancora una volta le cavalcate di Vidal, il suo pressing, le sue incursioni. Hernanes vede la Juve e si spegne, contro i bianconeri ingrana male, ha convinto solo nel ritorno della semifinale di Coppa Italia dell’anno scorso, quando si ruppe la testa. Hernanes stecca contro la Juve, non è la prima volta che succede. A Torino, nel match d’andata disputato in campionato nel novembre 2012 (0-0), il brasiliano fu annullato da Vidal, è accaduto di nuovo. In Supercoppa fu Petkovic a schierarlo in marcatura su Pirlo, avanzandolo nuovamente sulla trequarti, andò malissimo. Ieri non è andata meglio. Hernanes ha grandi doti, è capace di gol spettacolari, di exploit eccezionali contro squadre come l’Udinese (il suo gol è negli annali), ha imparato a giocare gare tese come il derby, ma contro big come la Juve spesso gira a vuoto e s’innervosisce.
L’INGENUITA’ – Il doppio giallo ha complicato i piani della Lazio, il secondo cartellino ha compromesso definitivamente la partita. Petkovic ha affrontato l’argomento a fine gara: «Se parlerò con Hernanes? Non esiste solo Hernanes, devo parlare con tutta la squadra», ha tagliato corto Vlado. Non è piaciuto il comportamento del brasiliano, passi il primo fallo, ma farsi espellere per un tocco di mano in area avversaria è stato troppo. Il Profeta non può perdere la testa, dev’essere leader, dev’esserlo sempre. In certe partite un giocatore del suo calibro non può tradire, deve combattere con intelligenza, deve esibirsi con forza contro i più forti. Hernanes può giocare centrale di centrocampo, è il suo ruolo. Ma non può pensare solo alla fase offensiva, c’è bisogno di aiuto anche in copertura. La coppia con Biglia si apre troppo, non fa filtro, la mediana va registrata insieme alla difesa. BIGLIA – Hernanes a volte s’assenta, le difficoltà che accusa nelle sfide disputate contro la Juve sono un limite che va risolto, il salto di qualità deve compierlo sotto questo punto di vista. Nel discorso è entrato Biglia, il suo ingresso in squadra merita un approfondimento. Il regista è l’ago della bilancia: Biglia ha qualità, non ha l’esperienza e la personalità di Ledesma. Biglia è più costruttore, ma a volte giochicchia, non riesce a far salire la squadra, non la prende per mano. E’ appena arrivato, ma non è solo una questione temporale, le doti da leader devi averle dentro. Ledesma ha perso il posto nelle prime uscite stagionali, forse sarebbe bene rimetterlo in corsa. E’ guida e diga, dà sicurezza al reparto, è un equilibratore importante, la figura sta mancando. Il centrocampo della Juve ha asfaltato quello della Lazio per la seconda volta di fila. E’ vero, in Supercoppa c’era anche Ledesma, ma agiva in coppia con Biglia, insieme s’annullano. La Lazio, per tornare a ottimi livelli, deve recuperare i suoi leader più veri, più conosciuti, più affidabili.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
