Lazio, doppia regia

ROMA – Una sconfitta che regala diversi sorrisi e, perché no, anche qualche certezza. Detta così potrà sembrare una presa in giro, visto il momento, ma non lo è affatto. Già perché Firenze ha dimostrato parecchie cose. Innanzitutto, che la Lazio c’è, eccome, finalmente. Che quei 31 punti, in fondo, non dicono la verità sulla forza di questo organico anche se certo si dovrà lavorare ancora di più in fase realizzativa. Ma ha messo in evidenza soprattutto un nuovo modo tattico di proporsi, come quello del doppio-regista, e due giocatori che, da qui alla fine, potranno essere un vero e proprio trampolino di lancio per ripartire e uscire definitivamente da questa assurda crisi.
Uno si conosce abbastanza bene. Quel Pasquale Foggia che, nonostante avesse già impressionato quest’anno, ha dimostrato per l’ennesima volta di essere fondamentale. Si è sacrificato tanto e una volta in dieci ancora di più, andando spesso a fare l’esterno di centrocampo a sinistra e con una tenacia che in pochi gli riconoscevano. Una difficoltà in più per uno abituato a scattare e essere decisivo negli ultimi venti metri. Il folletto napoletano, non solo è riuscito a conservare lucidità per ottanta minuti, sfornando assist e giocate preziose, ma è stato molto bravo a contenere i suoi avversari. Contro il Torino sarà confermato e, assieme a lui e Pandev, ci dovrebbe essere Rocchi. Ma una nota altrettanto bella e vincente riguarda Francelino Matuzalem. Sì, proprio lui che, fino a qualche settimana fa, veniva definito un oggetto misterioso. Invece, da calciatore fantasma qual era e messo da parte il fastidioso infortunio che l’ha tenuto lontano per tre mesi e mezzo, il brasiliano con la Fiorentina si è presentato come meglio non poteva, mostrando carattere da leader e classe. Non solo. In un periodo così delicato e in una partita così difficile, il biancoceleste ha preso per mano la squadra, dettando i tempi e non sprecando mai un pallone, un po’ alla Veron, tant’è vero che sembrava giocasse nella Lazio da anni. Basti pensare che in appena cinque presenze, il brasiliano ha distribuito ben 213 palloni, solo 83 coi viola, recuperando 49 volte il pallone e effettuando ben 32 giocate utili. Il giocatore che tanto mancava al tecnico, dunque, ora c’è. E con una qualità superiore, visto che il riferimento recente era Mutarelli. Meghni e Mauri si sono adattati spesso durante la stagione in quel ruolo accanto a Ledesma. Ma Matuzalem ha un altro passo anzi, in questo modo, darà la possibilità al giovane talento parigino di giocare poco più avanti ed esprimersi ancora meglio. Un po’ come è accaduto con il Milan.
“Matu”, come viene chiamato dai compagni, oltre a interpretare quel ruolo in maniera diversa, ha dato e darà la possibilità alla Lazio e soprattutto a Rossi di modificare tatticamente alcune cose. Impercettibili ai più, ma preziosissime, visto che con Matuzalem si potrà mettere in campo il doppio regista. Già con il Milan si era notata una cosa simile, mentre con la Fiorentina c’è stato l’exploit, con il tecnico che ha dato direttive ben chiare. I due si alternano, con il brasiliano che gioca nella zona di campo che predilige, ovvero davanti alla difesa. D’ora in avanti la Lazio non avrà nel solo Ledesma la fonte di gioco che dava agli avversari enormi vantaggi. Spesso, infatti, capitava che il mediano di turno si mettesse incollato all’argentino, bloccando quasi totalmente il gioco della squadra. E’ successo svariate volte quest’anno, come con il Catania, con il Siena e con il Napoli. Adesso le cose sono cambiate e cambieranno ancora di più, con Matuzalem che avrà il compito di costruire e far ripartire il gioco. E in questo il brasiliano è un esperto. Ha avuto poche occasioni, come detto, di far conoscere anche a Roma il suo valore, considerato che è appena al 50% e che una delle sue caratteristiche principali sono i tiri da fuori, anche se la sua giocata più spettacolare è il colpo dello scorpione, ossia tuffarsi come per andare di testa, ma prendere la palla con il tacco. Gli riuscì in un Shakhtar Donetsk-Siviglia, ottavo di finale di Uefa nel 2007 e non vede l’ora di rifarlo.

Fonte: Il Messaggero

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