Lazio, Djordjevic e Candreva la premiata ditta

Eccoli, sulla strada del gol della Lazio. Antonio Candreva e Filip Djordjevic sono lì. Presenze ormai abituali. Per segnare e far segnare. Non c’è problema di ruoli da interpretare. Candreva e Djordjevic ci sono: per l’assist o per il tocco deciviso, cambia poco. É successo anche contro il Sassuolo. Il secondo e il terzo gol passa da loro due. Uno inventa e l’altro colpisce. Così sul raddoppio biancoceleste, sbuca Candreva a pennellare il cross per l’incornata di Djordjevic, che su quel pallone timbra la sua prima rete all’Olimpico dopo la tripletta di lunedì a Palermo. Ah, al Barbera il bomber serbo si è sbloccato e il traversone che lo ha lanciato a rete per fargli provare la gioia inedita di segnare in A è partito da Candreva. Che ha poi messo la firma sul terzo gol della Lazio, quello alla resa dei conti diventato decisivo contro il Sassuolo. Il pallone per il suo colpo a rete è transitato dalle parti di Djordjevic, perché il tocco del difensore emiliano Antei, un vero assist, è scattato per anticipare l’ex attaccante del Nantes. C’è quindi lo zampino di Djordjevic in quel rimpallo capitalizzato da Candreva.

Coincidenze
Dai 12 gol del campionato scorso che elessero l’esterno romano goleador stagionale della Lazio ai 4 centri di Djordjevic, peraltro in due gare, che prefigurano scenari da re del gol in tutta la serie A, sembra quasi di vederli al tavolo più bello del circolo del gol biancoceleste. Ma l’asse Candreva-Djordjevic ha cercato di infilare la porta avversaria sin dalla prima giornata, nella gara persa (3-1) a San Siro contro il Milan, la Lazio ha segnato su autorete di Alex, che ha spinto nella sua porta il pallone per anticipare la zampata di Djordjevic sullo spiovente di Candreva. Uno settimana dopo, lo stesso Candreva ha siglato il primo gol di un biancoceleste in questo campionato: nella vittoria (3-0) contro il Cesena all’Olimpico. Come se il cannoniere «uscente» del campionato scorso volesse inaugurare personalmente la nuova giostra del gol laziale. E ieri, al termine della gara col Sassuolo, Antonio Candreva ha guardato avanti, come quando deve ricamare un passaggio filtrante o mirare a rete. Ai microfoni di Sky ha mediato tra la soddisfazione per i tre punti e gli ostacoli per centrarli. «La sofferenza ce la siamo cercata, non siamo entrati con lo spirito giusto nel secondo tempo e abbiamo rischiato più del solito. La strada è quella giusta ma c’è da lavorare. Speriamo che la sosta ci faccia ritrovare gli infortunati e le forze».
NICOLA BERARDINO

Gazzetta dello Sport

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