Lazio, de Vrij non è ancora al meglio

E’ una Lazio che viaggia a due velocità. Ma il paradosso è che ad andare più forte è la seconda, quella delle presunte riserve. E’ questo il verdetto, a sorpresa ma non troppo, del doppio test tedesco affrontato dalla squadra di Pioli in 48 ore. Brillante e vincente la formazione che venerdì, con molti rincalzi, ha superato l’Amburgo per 2-0. A corto di fiato e di idee, a tratti imbarazzante, quella che – con quasi tutti i titolari – ieri è stata strapazzata dall’Hannover. Con un 3-1 finale che avrebbe potuto assumere proporzioni più pesanti.

Nazionali in ritardo
Pioli lo aveva preventivato, ma non aveva alternative. Un po’ perché i reduci del Mondiale (che hanno solo una decina di giorni di allenamento) devono mettere minuti nelle gambe. E un po’ perché gli altri, quelli più rodati, avevano giocato 48 ore prima e non potevano essere spremuti. Hanno deluso tutti, i nazionali. A cominciare dal nuovo acquisto De Vrij, in ritardo nelle chiusure sui marcatori dei primi due gol (realizzati da Marcelo e Stindl): debutto più amaro non poteva esserci per l’olandese. Male, però, anche l’uruguayano Gonzalez, il bosniaco Lulic e gli azzurri Candreva e Parolo. Il romano, in particolare, è parso la brutta copia del giocatore della scorsa stagione. Da un suo disimpegno errato, tra l’altro, è nata l’azione che ha portato al secondo gol dei padroni di casa. Nazionali rimandati, quindi. Devono tutti crescere e devono farlo in fretta. Ma a fare in fretta deve essere pure la società. Un altro difensore serve come il pane, come ha testimoniato la terza marcatura
dei tedeschi, con Ciani e Novaretti incapaci di contrastare Stindl.

Festa per Klose e non solo
Da salvare c’è la prova di quelli che sono entrati nella mezzora finale, gli stessi che avevano battuto l’Amburgo. Sono stati loro a tentare di riaprire la gara. E in parte ci sono riusciti, grazie al rigore del momentaneo 2-1 trasformato da Ledesma (e concesso per un fallo subito da Keita). Da salvare, poi, c’è il nuovo bagno di folla per Klose (lui e Biglia sono ancora fermi ai box, avendo appena iniziato la preparazione). L’attaccante è stato premiato prima della partita insieme con il portiere dell’Hannover, Zieler, anche lui campione del mondo con la Germania in Brasile. Ma più di loro il pubblico di casa ha festeggiato l’idolo locale Cherundolo che ha dato l’addio al calcio. Applausi pure per Babak Rafati: l’arbitro che quattro anni fa tentò il suicidio è tornato in campo per dirigere la sfida tra vecchie glorie che ha preceduto Hannover-Lazio.

Stefano Cieri

Gazzetta dello Sport

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