Lazio, dalle sveglie al risveglio

Reja l’impavido ha vinto la sua prima scommessa. Parte con il botto l’avventura del neo tecnico, capace di riportare il sereno in casa biancoceleste. La Lazio vince a Parma 2-0 e prende una bella boccata d’ossigeno. Lascia il terz’ultimo posto, supera in una volta sola Livorno, Catania e Udinese ma soprattutto torna a vincere lontano dall’Olimpico cinque mesi e mezzo dopo l’ultima exploit. Una vittoria figlia delle scelte coraggiose del neo tecnico che lascia Zarate in panchina, scelta che in settimana ha fatto storcere la bocca a gran parte dei tifosi e rilancia Ledesma, il grande escluso nell’era Ballardini. Zarate, entrato al 19’ della ripresa, ritrova la via del gol, smarrita dal 27 settembre scorso. Ledesma, invece, riesce a dare ordine ad un centrocampo che sembrava alla deriva. Oltre ad aver ridato morale ad un gruppo ormai demotivato, la cura Reja ha solo confermato che la Lazio aveva soltanto bisogno di un allenatore che restituisse entusiasmo.
La gara parte con una Lazio più quadrata ma con un Parma più cinico e concreto che però si mangia letteralmente il gol del possibile vantaggio con Biabiany, che a tu per tu con Muslera manda clamorosamente fuori. Nella ripresa i gialloblù, nonostante i novanta minuti della gara di campionato contro l’Inter giocata mercoledì, sono ancora più determinati ma Guidolin deve fare subito i conti con l’infortunio di Paloschi, entrato al posto di Bojinov. La squadra di Reja riprende le redini del gioco ma sulla sua strada c’è la terna arbitrale che al 17’ non vede un gol su un tiro di Floccari respinto con il braccio da dentro alla porta da Paci. E’ il preludio al gol che arriva al 23’ con il colpo di testa di Stendardo che anticipa Mirante. Ad un quarto d’ora dalla fine il Parma resta in dieci per il rosso a Jimenez, reo di aver protestato con troppa irruenza. Gara in discesa per la Lazio che trova il raddoppio ad una manciata di minuti dalla fine con una zampata di Zarate, servito alla perfezione da Floccari. L’era Edy Reja è iniziata nel migliore dei modi. Sono già in molti a chiedersi dove si troverebbe oggi la Lazio se Ballardini fosse stato esonerato per tempo, anche se è impossibile averne la controprova.

Enrico Sarzanini

Fonte: Leggo

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