Battere il destino non è facile. Gli infortuni l’hanno messo fuori gioco e fuori porta. Le assenze e le incertezze conseguenti gli hanno fatto perdere il Mondiale e rischiano di fargli perdere la Lazio. Il futuro di Federico Marchetti è un rebus, è tutto da decidere, è tutto da capire. Nella vita ha sopportato dolori e vicissitudini, ha sempre reagito cavalcando le onde della vita. Marchetti sa che il destino devi attraversarlo, l’ha fatto più volte. E’ una nuova sfida quella che sta vivendo, vuole uscirne vincitore, rivuole il suo mondo.
In passato ha vinto la paura e non certo quella provocata dal campo, dalle difficoltà, dagli ostacoli. «Quando vedi la morte in faccia ti scatta qualcosa dentro per sempre» , raccontò ricordando l’incidente d’auto che mise a rischio la sua vita. Fiamme, lamiere, all’improvviso un bagliore, una luce divina, si sentì salvo, lo era davvero.
La scelta
Federico Marchetti presto sarà di fronte ad un bivio sportivo, si confronterà con la Lazio, parlerà col suo manager Bozzo, deciderà cosa fare dal prossimo anno in poi. Le voci sul Napoli non hanno trovato conferma, non è detto che qualcosa si muova al termine della stagione. La Lazio è al sicuro con Berisha, ma non scaricherà Marchetti, resta il titolare, le gerarchie sono sempre rimaste immutate, ha fatto Reja da garante. Marchetti è stato e sarà protetto, l’allenatore l’ha aspettato, gli ha rinnovato la fiducia, non ha mai smesso di parlargli, di ascoltarlo. E’ un patrimonio economico e tecnico, è un portiere che ha sempre onorato la maglia dimostrando professionalità. I momenti bui possono attraversarli tutti, succede anche ai numeri uno.
Marchetti è stato un superman nelle prime due stagioni laziali, quei ricordi non sono cancellati, si sono solamente sbiaditi. E’ un portiere che garantisce dieci punti a campionato, dicevano i suoi estimatori, tra questi c’è sempre stato Reja. Marchetti prima di tutto deve riprendersi fisicamente, sta lavorando per riuscirci. E’ un adduttore a tormentarlo, lo stesso che l’aveva messo ko in precedenza. Reja lo perse prima di Lazio-Parma, durante l’allenamento del giovedì. Marchetti ha saltato le sfide contro Samp e Napoli, non ci sarà contro il Torino, rientrerà in gruppo martedì, sarà rilanciato se si sentirà pronto, la premessa è sempre la stessa. Già, ma il campionato è agli sgoccioli, restano da giocare cinque partite, sono poche, i tempi sono stretti.
Marchetti proverà a rilanciarsi per l’ennesima volta da qui al 18 maggio, il suo 2014 è stato costellato da cadute e ricadute. L’odissea è facilmente riassumibile: si fermò prima di Lazio-Inter, saltò la trasferta di Udine, Reja non lo vide in forma ad un soffio da Lazio-Juve. Problemi muscolari, influenza, torcicollo, questo scorcio di anno s’è rivelato un incubo. E in campo ne ha risentito, nelle partite contro Ludogorets (al ritorno) e Parma gli errori ci sono stati. Nel 2014, su 20 partite, Marchetti ne ha giocate cinque sbagliandone due nettamente.
Il procuratore
Il suo manager, l’avvocato Bozzo, ha sempre espresso fiducia nel futuro, ha sempre ringraziato la Lazio per l’appoggio, questa è una delle sue ultime dichiarazioni: «Federico è contento di stare qui, non ci sono temi di mercato né di ieri né di oggi né di domani. Qualsiasi cosa la condivideremo insieme alla società, per lui è sempre un onore giocare in questo club, si va avanti in tutta tranquillità» . Si va avanti, ma verso dove? Si saprà presto, lo dirà il destino.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
