Lazio, con due doppiette Rocchi e Zarate chiamano Petkovic

Non mollare mai. Li hanno visti insieme, canticchiare un coro da curva. Tommaso Rocchi e Mauro Zarate, il vecchio che avanza. Pardon: che prova ad avanzare. Perché finora il re Vladimiro li ha messi da parte. Arrendersi no, però, non è il caso.

Il passato non conta
E allora sgomitano, si fanno vedere, perché — regola vecchia, di calcio e di vita — c’è sempre da dimostrare qualcosa. Anche se ti chiami Rocchi, tra seigiornisei compi 35 anni, porti la fascia al braccio, in Serie A hai segnato 99 reti e con la Lazio hai esultato 105 volte, solo tre in meno del mito Bruno Giordano. È il metodo Petkovic. Il tecnico ha fatto così: è entrato nella Lazio da perfetto svizzero, o perfetto sconosciuto, ha tirato una riga sul passato, ha azzerato i discorsi e ora valuta, di volta in volta. Certo che la prima valutazione di Rocchi non è stata proprio esaltante: il capitano escluso dall’Europa League ha fatto rumore. Tanto che Udinese, Inter e Lokomotiv Mosca ci avevano atto un pensierino: questo qui ci può servire. «Ma io amo troppo la Lazio», ha risposto Rocchi. E allora sudore a Formello, in attesa di una chance che arriverà. Non domenica con il Chievo, nonostante la doppietta nel test di ieri pomeriggio: c’è da sorpassare Kozak prima e Floccari poi, impresa mica facile.

Il test
In fondo la strada sembra più in discesa per Zarate, che potrebbe ricominciare la sua storia in campionato con la Lazio proprio da Verona. È la soluzione testata ieri pomeriggio contro il Sulmona da Petkovic, che ha schierato Maurito largo a sinistra, in un 4-5-1 che con l’argentino assomiglia un po’ più al 4-3-3. Non è stata una prova casuale, nonostante l’assenza di Gonzalez che ha spinto Petkovic a spostare Mauri in zona più centrale. Quello è un ruolo che Zarate conosce bene, in fondo mica così lontano dalla posizione in cui lo schierava Edy Reja nella squadra di due stagioni fa. Solo che Maurito sembra rispondere meglio oggi alle sollecitazioni… tattiche. «Con Petkovic non c’è e non ci sarà mai nessun problema», fa sapere l’argentino. Semmai un problema di abbondanza, se è vero che la doppietta di ieri pomeriggio dell’attaccante un pensiero in più al nuovo allenatore l’ha fatto venire. Zarate a Verona titolare, dopo aver visto dalla panchina i primi 180 minuti: sì, è possibile. E magari la storia d’amore ricomincia.

Davide Stoppini

Gazzetta dello Sport

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