Lazio, c`è un problema in regia

Scene da zona mista, giovedì notte all’Olimpico. Lotito se ne va con la testa fumante, aprendo la sua piccola agenda telefonica e cercando chissà quale numero, magari di chi questa crisi della Lazio potrebbe riuscire a risolverla. Tre metri più in là Cristian Ledesma, capitano-poco-giocatore, qualche istante prima aveva alzato la mano dicendo: «Se i tifosi fischiano hanno ragione». E poi ci aveva messo vicino una frase sibillina: «Se cominci così una stagione e non riesci a uscirne fuori, è giusto dare una sterzata al più presto possibile, perché poi più passa il tempo e più il discorso si complica». La sterzata si può dare in tanti modi, almeno due sono noti a tutti: con i risultati o con un cambio di panchina.

Senza regia
A prescindere dalla chiave di lettura, quelle di Ledesma sono parole da leader, di una guida che il campo lo sta vedendo poco. Lui non convince Petkovic. Il suo sostituto, Biglia, invece non convince con le prestazioni. La puoi girare come vuoi, la sintesi che è la Lazio è senza regia, senza guida certa. Il pullman si sta perdendo per strada, certo non aiuta non avere al volante un autista sicuro. Ledesma con il Trabzonspor è stato il migliore della Lazio: di sicuro non una prova eccezionale, ma tanto è bastato per meritare una sufficienza abbondante, che di questi tempi in casa biancoceleste è tanta roba. Domani però tornerà probabilmente in panchina. Perché la scelta di Petkovic è chiara. Perché il titolare si chiama Biglia, che però fin qui non ha mostrato continuità di rendimento, e neppure la qualità di un giocatore tornato stabilmente nelle convocazioni della nazionale argentina.

Caratteristiche
Il dualismo esiste, è nei fatti, nelle scelte di Petkovic. I due insieme hanno giocato solo la Supercoppa. Poi mai più dall’inizio, ma solo per 48’ divisi tra le trasferte con Sassuolo e Parma. Petkovic ha cambiato idea strada facendo, se è vero che a inizio stagione — almeno nei suoi pensieri — c’era la possibilità che i due giocassero vicino, con Ledesma davanti alla difesa e Biglia mezzala. La realtà dice invece che i due si sono alternati al centro di un’idea tattica che non è il massimo né per l’uno né per l’altro. Perché Petkovic chiede al centrocampo un’aggressività, un ritmo e un pressing che non è nelle corde né di Biglia né di Ledesma. È il cuore che non pompa bene, insomma. E tutto il resto del corpo Lazio ne risente. (

Davide Stoppini

Gazzetta dello Sport

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