Lazio, “c`è soltanto il 26 maggio”

Il 22 settembre non è il 26 maggio: «La partitissima l’abbiamo vinta noi il 26 maggio, è una gara che non si ripeterà mai più nella storia. Fu una prova inappellabile, un match irripetibile, forse ne riparleremo fra cento anni. Questo derby invece è stato uno dei tanti che propone il campionato tra andata e ritorno ». Perdere il derby brucia sempre, mai quanto vedersi soffiare il podio dei podi e vedere una Coppa alzata al cielo. Lotito l’ha presa con filosofia (per quanto possibile), ha usato l’ironia tagliente per solleticare la Roma ed esorcizzare il ko. Il 26 maggio è irripetibile, ma non diventi un parafulmine: «Non ci sentiamo menomati e il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio, ma il derby spesso lo vince chi segna per primo. La vittoria della Roma non è meritata, quella del 26 maggio lo è stata, l’hanno riconosciuto anche i romanisti» . Lo sfottò è servito per mascherare l’amarezza, il presidente non ha assolto la squadra dalle colpe, s’è sentito tradito dai big, s’aspettava una prestazione diversa da Klose e i suoi compari: «La Roma ha vissuto per quattro mesi con l’angoscia di dover vincere, noi forse l’abbiamo fatto con minore determinazione. Faremo tesoro dell’esperienza. L’organico è abbondante e competitivo, piano piano prenderemo le misure. Certo, i giocatori devono esprimersi al 100%» .

LA PROTESTA –

L’ironia è servita fino a un certo punto, s’è fatto serissimo Lotito quando ha commentato il rosso sventolato in faccia a Dias, la decisione dell’arbitro Rocchi non l’ha digerita: «Certi episodi hanno condizionato il finale…» . Sul gol di Balzaretti nessuna lamentela, solo una tirata d’orecchie ai suoi difensori, l’hanno fatta grossa, sono rimasti imbambolati: «Totti ha battuto furbescamente l’angolo, Balzaretti è rientrato in campo, l’azione è regolare, ma è falsata psicologicamente perché non c’eravamo accorti di lui, siamo stati ingenui in difesa» . Totti sarà stato anche furbo, ma la difesa della Lazio ha perso la marcatura di Balzaretti e s’è fatta uccellare, è stato un regalo.

L’EUROPA –

Lotito ha bacchettato l’arbitro Rocchi e s’è lamentato per l’orario del match, ha svelato d’essersi fatto sentire nelle sedi preposte: «Non

«Ci hanno fatto giocare alle 15 dopo l’Europa. Totti ha battuto il corner furbescamente…»

devo trovare giustificazioni, ma va detto che noi abbiamo terminato la gara europea giovedì alle 23 e alle 15 di domenica siamo scesi in campo. Si è giocato in questo orario per motivi di sicurezza, noi però non abbiamo avuto la possibilità di sfruttare i tre giorni di riposo obbligatori, fate voi… Questa non può essere considerata una cosa normale, regolare. E mercoledì riscenderemo in campo, saremo ancora svantaggiati» .

LA SUPREMAZIA –

Il 26 maggio non tornerà, è unico. E negli ultimi anni la supremazia cittadina è stata proprietà della Lazio: «Una rondine non fa primavera, mi sembra che i derby siano a vantaggio della Lazio da quando sono presidente. E poi c’è sempre la partita di ritorno, abbiamo tutto il campionato per poter dimostrare tutto il nostro valore» . La Lazio del primo tempo non l’aveva deluso: «Nel primo tempo abbiamo avuto più occasioni della Roma. La nostra squadra è competitiva, speriamo che mercoledì si riacquisisca la mentalità giusta» . Nessun riferimento a Petkovic, ma s’aspetta che i nuovi vengano integrati velocemente. Lotito ha parlato in zona mista, mentre lo faceva alle sue spalle sfilavano Felipe Anderson e Perea, i baby della nuova covata, li guardava speranzoso. Il patron laziale auspica il loro debutto in tempi brevi, ha investito su di loro, vuole vederli all’opera: «Deluso dal mancato impiego dei nuovi? E’ la quarta partita del campionato, derby o non derby nella prima giornata abbiamo affrontato l’Udinese poi la Juventus e il Chievo, non è stato un inizio soft, abbiamo anche giocato in Supercoppa» . Ci sono derby unici, irripetibili. E ci sono derby che insegnano pur bruciando sulla pelle: «Questa sconfitta deve essere uno sprone per fare meglio. Noi abbiamo tanti giocatori fuori tra cui Biava, Biglia, Novaretti, Radu, Mauri. Qualsiasi squadra, con queste assenze, farebbe fatica. Speriamo di riacquisire già da mercoledì la concentrazione giusta, bisogna pensare al Catania e preparare bene la partita. Siamo sereni e tranquilli, il campionato è appena iniziato…» .

Daniele Rindone

Corriere dello Sport

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