Cambiate hastag: altro che Lotito, Parolovunque. Novecento minuti in 10 giornate (962′, compresi i recuperi, oltre mille col Bassano), mai sostituito. E corre ancora a perdifiato: 20 palle recuperate col Cagliari, Marco stronca sul nascere ogni contropiede e rilancia l’azione. E’ il simbolo degli anticipi (6), la nuova forza della Lazio. Molto più efficace – in termini di punti, 16 solo nelle ultime sei giornate – quando non si specchia nella manovra, ma ruba palla e riparte. Lunedì sera addirittura 62 palloni intercettati, soprattutto in mediana, secondo miglior risultato stagionale. Il maestro Zeman surclassato nell’arma degli anticipi (26 biancocelesti, 8 rossoblu), con appena 7 minuti e 18 secondi trascorsi dai ragazzi di Pioli nella metà campo avversaria. Mai così poco tempo quest’anno. Contano solo gli inserimenti letali: Parolo e Lulic (balzato a 4 assist) sono dentro l’area sul secondo e terzo gol di Klose. Senad, anche lui immenso in interdizione. Non c’è dubbio: questa Lazio vola sulle mezzali. Il possesso è il dono di Biglia, perfetto persino quando sembra terrestre: al primo posto con 49 passaggi riusciti, 22 palloni intercettati, il top per tiri (2) in porta. Di poco alta una sua punizione col Cagliari, non serviva. Già 11 gol su 20 arrivano dal centrocampo. Dentro c’è un capitano talismano. Mandatelo fuori, Mauri, lui la mette ancora più dentro. L’antidoping s’è arreso lunedì sera, non è il cortisone a far gonfiare la rete. La terza col Cagliari in appena sei presenze: «Che gioia per il gol e per la vittoria davanti ai nostri tifosi». Quarantottesimo centro della sua carriera: con Hamsik (70) e Pirlo (55), Stefano è il terzo centrocampista più prolifico in attività. Intanto Candreva sprinta in bicicletta. Pedalava ieri mattina a Formello, con un’accelerata ha chiuso i conti con Zeman: settimo assist in 909′ per Ederson, è sempre Antonio il re della Serie A. Anche per i tiri in porta (38), in fuga da Tevez (31): a volte bisogna persino contenerlo. E’ Stracandrevista.
Alberto Abbate
Il Messaggero
