Lazio, Bollini è più di un vice

Non un allenatore al posto di Vladimir Petkovic. Gli uomini al comando della Lazio sono due. La strana coppia, Edy Reja e Alberto Bollini: un binomio in panchina. Un binomio vero e proprio. Chi pensa che Alberto Bollini sia un vice qualsiasi, uno di quelli che mette i cinesini e chiama i giocatori per le sostituzioni durante le partite, è fuori strada. E pure di parecchio. Bollini è uomo operativo, in tutto. Nell’organizzazione della settimana, nella tattica, negli allenamenti, nello studio degli avversari, nei colloqui con i calciatori. Bollini e Reja, bisognerebbe quasi scrivere così nei tabellini.

Soluzione comoda
La coppia è una precisa scelta della Lazio, della società, che ha pensato a lungo di affidare la conduzione tecnica della squadra solo all’ex allenatore della Primavera. Lotito e Bollini ne hanno parlato, poi la soluzione Reja ha messo d’accordo tutti. Una soluzione che permette a Bollini di proseguire il suo processo di crescita e alla società di valutarlo anche al lavoro con una squadra «grande», avendo allo stesso tempo come garante dello spogliatoio la figura di Reja e in organico un tecnico fatalmente più orientato di Edy a far crescere i giovani. E così pian piano sono venute a cadere le candidature di Simone Inzaghi e pure quella di Angelo Crialesi, nome che Reja stesso aveva suggerito.

Quello strano incrocio
E allora eccolo Bollini. Uno di personalità. Uno che venerdì non ci ha pensato un attimo nello zittire un tifoso che offendeva Reja. È stata proprio la prospettiva di un impegno ad ampio raggio a convincere l’ex tecnico della Primavera a lasciare i suoi ragazzi, dopo ore di riflessione. Tra i due tecnici la sintonia è totale. Anche a livello pratico: i due si confrontano prima di ogni allenamento, fissano un obiettivo e poi è Bollini a mettere sul campo l’esercizio o il tipo di giocata. Sarà curioso studiare le mosse dei due nell’esordio di domani contro l’Inter. Ma già un assaggio si è avuto nell’amichevole di venerdì: per tutti i 90’ uno di fianco all’altro, un continuo parlottare, un costante confronto sui movimenti dei giocatori. I due si conoscono bene, si stimano, hanno condiviso Formello anche nelle ultime stagioni. Per un attimo, giusto il tempo di una mattina, si sono pure dati il cambio sulla panchina dei grandi: era il 22 febbraio 2012, la Lazio partiva per la trasferta di Madrid (ritorno con l’Atletico in Europa League), Reja si era dimesso e Bollini era già con un piede sul pullman per l’aeroporto. Poi la marcia indietro di Edy. Forse quel giorno è nata la coppia di oggi. Reja contro l’Inter, allora. Ma pure Bollini contro l’Inter, contro la quale ha perso due finali scudetto Primavera, una con la Lazio, l’altra con la Samp. Una vittoria domani varrebbe un bel pezzo di rivincita.

Davide Stoppini

Gazzetta dello Sport

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