Lazio, Biglia si complimenta con Reja

La differenza è tutta qui: «Reja ha portato entusiasmo, è una persona chiara, dà fiducia a tutti, ora abbiamo un’identità di gioco». L’ha detto Biglia, uno di quelli che con Petkovic giocava, uno di quelli che passava per intoccabile e fedelissimo. La differenza la fa il campo, la fanno i risultati nel calcio, non conta altro. Biglia è stato sincero, la cura Reja può far bene anche a lui. Giocava con Petkovic, è vero, ma si sfiancava da pressatore-nomade in mezzo al campo. Non giocava con Edy all’inizio, ha provato amarezza e in testa gli è venuto qualche pensiero contrario, non ha mollato. La scossa del furlan ha fatto centro, lo spogliatoio l’ha recepita, Biglia l’ha confermato: «Volevamo vincere fuori casa dopo quasi dieci mesi, è stato difficile, ci siamo riusciti con personalità. E’ un grande successo, l’Udinese al Friuli è molto forte, siamo stati bravi a non perdere la pazienza nel momento in cui è stato espulso Onazi. E’ stata questa la chiave della gara. Abbiamo sofferto un po’, ma era normale. La squadra ha reagito».

LA CARICA –

Reja allenatore e primo motivatore, basta vederlo in piedi di fronte alla panchina, indiavolato, per sentirsi addosso una carica elettrica: «Il mister da fuori ci appoggiava, ci dava fiducia anche quando eravamo in svantaggio, sapevamo di poter vincere la partita. La prossima sfida la vivremo contro la Juve e sarà importantissima, potremo capire come stiamo, a che punto siamo, speriamo in qualcosa di buono. Se continueremo così faremo bene…». Sembrava un’altra domenica stregata, s’è rivelata felice, non capitava da mesi e mesi in trasferta: «La gara di Udine era decisiva, poteva succedere di tutto, è andata bene. Dopo la sconfitta di Verona avevamo bisogno di un po’ di fiducia. E’ entrato il Profeta e ha fatto la differenza, è il giocatore più importante della squadra. Bisogna fare così, bisogna crederci sempre, anche se non si gioca dall’inizio». E’ giusto gioire, è bello godersi la vittoria, non bisogna perdere la testa. C’è la Juve all’orizzonte, già si intravede: «Siamo contenti, ma il mister quando è entrato nello spogliatoio ci ha detto subito di pensare alla Juventus. Ci godiamo questi 20-30 minuti di gioia, già puntiamo a sabato. Dobbiamo continuare a lavorare. Contro la Juventus sarà un bel banco di prova, in futuro dovremo fare come a Udine se non di più».

LA TATTICA –

La differenza sta nel cambio tecnico Petkovic-Reja, nel cambio di mentalità, nel cambio tattico e gestionale. Edy ha sempre conquistato tutti col lavoro, col dialogo, col sorriso, con la chiarezza: «Il mister dà opportunità e fiducia a tutti, per noi questo è un aspetto importantissimo. E quando abbiamo l’occasione di scendere in campo dobbiamo dare il massimo». Difesa a tre o a quattro, il dibattito è aperto, Biglia non vota: «Se siamo andati meglio a quattro? Non lo so, questa è una decisione che spetta al tecnico, noi dobbiamo fare ciò che dice». Vittoria ottenuta, festa meritata, agli argentini (in particolare) piace sorseggiare il mate (propoli, pappa reale e vitamine), il cin-cin sarà servito in settimana per ritrovare la carica giusta: «Non so se lo berremo subito perché arriviamo a Formello alle 20, semmai nei prossimi giorni».

Corriere dello Sport

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