Klose e non solo. I rinnovi da prendere in esame sono quattro, nel conto sono compresi anche Biava, Dias e Mauri. I casi sono diversi, non avranno la stessa conclusione. Biava ha preso tempo, non sa cosa farà da grande. L’8 maggio compirà 37 anni e la pensione dorata non lo attira. E’ combattuto, nella Lazio è rinato, ha vissuto una seconda giovinezza. Ma la sua casa è lontana, vorrebbe avvicinarsi a Bergamo, sulla decisione peserà questo fattore.
Biava continuerà a giocare almeno per un’altra stagione, su questo non ci piove, è ancora uno dei migliori nel suo ruolo. Dias ha lanciato un messaggio d’amore nei giorni scorsi, vorrebbe restare, il ritorno in Brasile è una seconda scelta. Dias pensò all’addio nei mesi scorsi, quando Petkovic lo ignorava, il ritorno di Reja gli ha dato spazio e speranze. Le parole di Andrè sono state chiarissime, le ha indirizzate direttamente a Lotito: «Aspetto con ansia una chiamata da parte del presidente Lotito, mi ha fatto una battuta sul contratto dopo Genova, spero ci sia la possibilità di rinnovare, resto a disposizione. Con Reja ho un bellissimo rapporto, mi conosce, sa quando sto bene e quando sto male. Lavorare con un allenatore così ti facilita la vita. Questo per me ha fatto la differenza». Dias è fermo da due mesi, gli stop fisici giocano contro, le possibilità che rinnovi sono bassissime, praticamente nulle. La società sta dando la caccia a nuovi difensori, ci sarà posto solo per Biava (sempre che decida di rimanere a Roma).
Klose, Biava, Dias più Mauri. Il capitano ha espresso il suo desiderio nei mesi scorsi: «Vorrei chiudere la carriera nella Lazio», ha detto davanti a taccuini e microfoni. I contatti sono iniziati tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, l’accordo sembrava vicino, ci sarebbe stata una frenata. La società riflette, ha preso tempo, se ne riparlerà a fine stagione. Mauri ha ricevuto offerte dall’estero, in particolare dalla Major League Soccer, ma la Lazio è la sua prima scelta. Dopo la squalifica ha faticato, non è stato facile trovare una forma fisica discreta. Reja l’ha tenuto spesso in panchina, gli ha dato fiducia nel ruolo di finto centravanti quando Klose è finito ko e Postiga non ha dato segnali.
Daniele Rindone
Corriere dello Sport
