Non c’è una persona, a Formello, che non sia rimasta affascinata da quella che sarà l’Academy intitolata a Bob Lovati. O meglio, dall’idea che ora, dopo la presentazione, andrà concretamente realizzata. E, nel frattempo, studiata nei minimi dettagli, per andare con la programmazione di pari passo con i lavori, che nelle previsioni della Lazio dovrebbero durare poco più di un anno. Nuovi campi, una foresteria, tutto quello che porterà la Lazio ad avere un’Academy unica, e non più divisa.
Struttura attuale
Perché ora l’Academy la Lazio ce l’avrebbe pure, ma dislocata tra Formello, il campo Gentili (alla Giustiniana) e il campo Melli (a poche centinaia di metri da Tor di Valle). Alla presentazione, lunedì, c’erano Lotito, Tare, il nuovo responsabile Joop Lensen e il generale Giulio Coletta, che gestisce la scuola calcio e l’agonistica fino agli Allievi. C’era anche Alberto Bollini, che nei piani di un anno fa della società avrebbe dovuto dirigerla, ma che con l’evolversi dei tempi è diventato e rimarrà vice di Reja (se l’incontro tra tecnico e società, previsto per fine settimana, darà la fumata bianca). I vertici societari e dell’Academy non si sono ancora seduti attorno a un tavolo, ma si sono promessi di farlo presto, magari a lavori già avanzati e dopo che lo stesso Lensen avrà ulteriormente approfondito la conoscenza dei settori giovanili italiani e di quello della Lazio. L’idea è portare tutto a Formello, dove già si allena e gioca la Primavera. Oggi, Giovanissimi Nazionali e Allievi Regionali sono al Melli, tutte le altre al Gentili. Ci sarebbe il problema «logistico» di privare la zona Sud della Capitale di una scuola calcio Lazio, con tutte le difficoltà dei bambini all’uscita da scuola e dei genitori ad attraversare il Raccordo che si verrebbero a creare. Ma se si sceglie di creare un polo unico, non possono esserci solo aspetti positivi.
Modulo e valori
Che pure sono tanti, come quello delle 35 camere che ospiteranno i ragazzi fuori sede: a Formello ha vissuto Keita, abitano Tounkara, Seck, Strakosha, Elez e anche i baby degli Allievi Nazionali, mentre i quattro classe ‘98 e ‘99 risiedono nella casa famiglia di Suor Paola, a Bravetta. Niente più navetta, al massimo per la scuola. Dove gli studenti laziali già oggi devono rendere, proprio come in campo: se ci sono insufficienze in pagella, scatta la sospensione, ma non è l’unica regola. I giocatori devono dare del lei agli allenatori, sono proibite le parolacce, anche se in partita si chiude un occhio. Fino agli Allievi Nazionali, inoltre, la Lazio gioca con lo stesso modulo, il 4-4-2: costanti le riUNI0Ni tra gli allenatori (tra questi, anche gli ex Serie A Franceschini e Siviglia), da cui è esentata la Primavera, perché ritenuta più vicina alla prima squadra che al resto del vivaio. Tutte prerogative dell’Academy che già ci sono: mancano solo le ruspe.
Marco Calabresi
Gazzetta dello Sport
