Lazio alla conquista dell`Olimpico

L’immagine della clamorosa forma di protesta contro Lotito messa in atto da tutto lo stadio in occasione di Lazio-Sassuolo del 23 febbraio scorso. Nell’ultima partita casalinga contro l’Atalanta, invece, solo poche migliaia di spettatori sugli spalti. La squadra di Reja fu sconfitta in un Olimpico quasi deserto. Domenica contro il Milan servono i punti per l’Europa League (Ansa)
ROMA – In trasferta… all’Olimpico. S’è invertito il cammino. La Lazio di Petkovic soffriva fuori, respirava in casa. La Lazio di Reja soffre all’Olimpico, respira lontano da Roma, si sente ospite. «Se ci fosse la vicinanza dei tifosi la Lazio potrebbe ottenere qualcosa in più», le parole del furlan (datate domenica) valgono come appello all’UNI0Ne e invito al tifo. All’Olimpico sono in arrivo Milan (domenica sera) e Parma (domenica 30 marzo), in mezzo ci sarà il match esterno col Genoa. All’Olimpico, a breve, inizieranno gli scontri diretti europei, le finali di quel mini-girone che varrà la qualificazione.

L’AIUTO –
La contestazione continua, infuria. Al di là dei fronti opposti, di ragioni e torti, di diritti e doveri, calcisticamente si rischia di fare un buco nell’acqua. Giocare nella bufera o nel deserto è controproducente, lo dicono i risultati. E’ vero, col Sassuolo s’è vinto, ma dopo un triplo vantaggio, subendo due rimonte, soffrendo le pene dell’inferno. E con l’Atalanta è stata servita la frittata. Prima il Milan, poi il Parma (stando agli impegni casalinghi), la Lazio vivrà una doppia settimana decisiva, dovrà tenere a bada i rossoneri e dovrà battere i gialloblù di Donadoni, rivali diretti. La Lazio rincorre e chi sta dietro non può perdere terreno, la polvere la mangi in un attimo se non stai a ridosso dei tuoi concorrenti. La rincorsa è ricominciata grazie al colpaccio di Cagliari, non va sprecata come accaduto con quello di Firenze. Fuori casa la Lazio fa più punti (13 contro 8), vince perché è più serena, perché segna di più (9 gol contro i 5 realizzati all’Olimpico). C’è anche una motivazione tattica: la squadra può permettersi il lusso di aspettare l’avversario, di colpire in velocità, in contropiede, per caratteristiche si sente agevolata. All’Olimpico deve tornare di moda il motto “casa dolce casa”, lo dicono i numeri. Reja, a Roma, ha vinto solo due volte (contro Inter e Sassuolo), fuori casa ha trionfato quattro volte (contro Udinese, Chievo Verona, Fiorentina e Cagliari). A parte Milan (23 marzo) e Parma (30 marzo) all’Olimpico arriveranno Torino (19 aprile) ed Hellas Verona (4 maggio), sono altre due rivali nella corsa europea. All’Olimpico d’ora in poi non si giocheranno match banali, varranno punti pesanti, il doppio di quelli che sono messi in palio tradizionalmente.

L’AMBIENTE –
All’Olimpico, come annunciato dalla Curva Nord, continuerà la protesta anti-lotitiana: nel primo tempo di Lazio-Milan saranno esposti i 10 striscioni-domanda rivolti al presidente e si contesterà la società, si tiferà nel secondo tempo. Lo stadio si riempirà nuovamente, è ancora presto per ipotizzare la quota spettatori. Sono stati venduti 4mila biglietti, nei big match non valgono gli abbonamenti Cucciolone, la quota abbonati scende da 22.901 a circa 13mila. La Lazio conosce le difficoltà ambientali, dovrà rivelarsi impermeabile. Gli attacchi non sono rivolti alla squadra, ma si riverberano. Sarà una notte difficile, il Milan è in crisi, sbarcherà a Roma in cerca di riscossa. La Lazio è in ritardo, ha fallito un bonus contro l’Atalanta, quel capitombolo può avere un peso specifico nell’economia futura. Quanto sarebbe bello rivedere un Olimpico pieno e festante, trascinante. Il fiato caldo dei tifosi ha sempre spinto la squadra verso le imprese, è successo storicamente. La partita che si gioca contro Lotito rischia di offuscare e compromettere la partita che si gioca in campo (turno dopo turno). Sotto lo stesso tetto bisogna convivere, è stato così in passato e sarà così in futuro. Non è una questione di calendario.

Daniele Rindone

Corriere dello Sport

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