Lazio, adesso Cavanda ha fretta

Luis Pedro Cavanda è uno abituato a vivere la vita con la valigia in mano. L’ultima l’ha preparata per tornare in Angola, dove il terzino sta trascorrendo le vacanze nella sua terra: tornerà a Roma, ma quella valigia rischia di non disfarla, nonostante sulla panchina della Lazio non ci sia più Edy Reja. Uno che, in principio, stravedeva per lui, almeno fino al 12 dicembre 2010: poi, da quel momento, la storia di Luis con la Lazio è cambiata.

Episodio chiave
La vicenda è nota: a Torino, al 94’ di Juventus-Lazio, Cavanda si perde Krasic, che segna il gol vittoria. Reja, davanti alle telecamere, non ha pietà: «Il primo a sbagliare è stato lui». Altro che bocciatura, una bastonata: un mese dopo, Cavanda torna a Torino, in prestito e sull’altra sponda: tre presenze in granata e un’altra valigia, verso Roma. Con Reja, presto avrebbe avuto un’altra occasione, stavolta Cavanda è stato il primo a sbagliare, ma anche l’unico: una convocazione rifiutata prima di Milan-Lazio, uno screzio prima di Lazio-Vaslui, poi la pace, una partita da titolare (con l’Udinese, il 16 dicembre) e un’altra valigia, verso Bari. Ancora a gennaio, quando di tempo per mettersi in mostra ce n’è poco.

Giudizio
Otto presenze, tre da titolare con Torrente: «È arrivato con una preparazione fisica approssimativa — spiega il tecnico dei pugliesi —. Ha lavorato sodo, ma quando era pronto ha dovuto fare i conti con un problema ad un ginocchio. Altrimenti avrebbe trovato maggiore spazio. In prospettiva? Scommetterei sul suo conto. Ha tutto per diventare un calciatore vero, un difensore completo. Grandi qualità fisiche abbinate a una notevole velocità. Ma ora avrebbe bisogno di giocare un intero campionato, per completare il processo di crescita».

Decisione
Già, un campionato intero: è il momento delle scelte, per la Lazio e per Cavanda. Il difensore ha fretta di sapere cosa la Lazio vuole fare di lui: valorizzarlo in un reparto martoriato dagli infortuni nella scorsa stagione o cederlo nuovamente in prestito? Petkovic lo porterà ad Auronzo, a meno che la società — che ancora non ha affrontato la questione — non gli trovi una sistemazione, da subito, in modo da non fargli perdere ulteriori sei mesi (ha il contratto in scadenza nel 2014). Ecco perché un’altra valigia non sarebbe un problema.

Marco Calabresi e Franco Cirici

Gazzetta dello Sport

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