ROMA (3 febbraio) – Abbiamo aspettato il rinforzo di centrocampo. Fino alle sette della sera, hai visto mai? Niente. La Lazio è questa fino a giugno. E allora, però, mettiamoci d’accordo. Basta alibi e basta bugie. Lotito dice che Rossi non è in discussione. Allora gli rinnovi il contratto ora, non conceda audizione e lamenti ai giocatori, stia a presidio di Formello visto che Tare da solo non basta, parta subito per la nuova stagione convocando i procuratori di Pandev e Zarate, gli unici giocatori sopra media che la Lazio ha, e chiuda per sempre le illazioni sulla loro insoddisfazione e sul loro problematico futuro in biancoceleste. Individui in fretta un portiere vero che faccia ambientare Carrizo o crescere Muslera: l’altro via in prestito, l’esperimento dei due sudamericani è fallito. Si renda conto che un grande giocatore costa quanto tre brocchi, che il numero non fa la differenza e che gli scarti altrui non saranno mai un affare. Che servono un ds, idee e contanti.
Rossi dice che è solo una questione di testa. Allora il suo compito è quello di capire chi sta sragionando. Di non continuare coi contentini e con le mini-epurazioni. Con le assurde gerarchie di spogliatoio, che sono costate il posto a un giovane emergente come Diakité. E in estate a Mudy e Mutarelli. Con l’insicurezza che lo ha portato a cambiare 21 volte formazione base su 22 partite. Lavori cento ore sui calci piazzati, che hanno dato il colpo di grazia, nelle ultime disfatte, a qualsiasi speranza di rimonta. Provi nuovi schemi d’attacco, decida chi deve battere le punizioni, gli angoli, i rigori. Niente più coperture: fuori chi sbaglia. Peschi nella Primavera, se crede. La gente ha bisogno di sognare con Mendicino e Tuia, non avvelenarsi con gente che non ha mai sentito alcun legame con la maglia.
Ledesma dice che i giocatori remano dalla stessa parte, con società e tecnico. Allora faccia seguire, con i compagni, alle parole i fatti. E’ un pezzo che spifferi di spogliatoio dicono esattamente il contrario. Che nella squadra c’è il tutti contro tutti: conta l’anzianità, conta la nazionalità, conta la concorrenza nel ruolo, conta il diverso peso dei contratti. E quanti, in questa sarabanda, si augurano che Rossi arrivi subito al capolinea? E non è forse lui stesso, Ledesma, ad aver annunciato che se ne andrà perché non vuole più trattare il rinnovo con Lotito? E vogliamo ricordare le lamentele continue di chi è stato escluso anche solo per una frazione di partita? Perché si sente più forte e non considera all’altezza i compagni? O i litigi pubblici come quello fra Tare e Zarate? Si chiama “fuoco amico” e in un gruppo così fragile, sperso, rassegnato potrebbe essere letale.
Fonte: Il Messaggero
