La rivolta dei milionari – L’AIC stop a oltranza

La rivolta dei milionari
L’Aic: “Stop a oltranza”
Oddo, a nome dei calciatori di A; “Violati i diritti umani, siamo lavoratori normali”. Maurizio Beretta, presidente della Lega: è un ricatto, vadano a dirlo ai tifosi che tirano la cinghia”
“Vogliamo essere equiparati a tutti gli altri lavoratori e non essere più trattati come oggetti. I presidenti mettono in discussione gran parte delle conquiste e dei diritti umani. Allora abbiamo deciso di scioperare per la quinta giornata di A, sabato 25 e domenica 26 settembre. E a oltranza se la Lega non torna indietro. Ma se anche qualcosa si muove nella riunione di lunedì in Figc, il 25-26 ci fermiamo lo stesso”: parole di Massimo Oddo del Milan “in rappresentanza di tutti i giocatori di A”.
la rivolta — Musica del presidente Aic Sergio Campana, del vice Leo Grosso e del segretario Gianni Grazioli, che hanno capito che i presidenti sono decisi a modificare tutti gli otto punti dell’accordo collettivo mentre loro accettano soltanto il contratto un po’ flessibile. Ad annunciare la rivolta dei milionari ci sono anche gli interisti Zanetti, Cordoba, Orlandoni, i milanisti Seedorf, Gattuso e Amelia e il sampdoriano Mannini. Già giovedì negli spogliatoi di tutta Italia circolavano sms e bozze che prevedevano lo sciopero per la quarta giornata, mercoledì 22 settembre. Dopo un’altra notte e mattinata di discussioni “i giocatori hanno voluto spostare lo sciopero al sabato e alla domenica per fare più male, per evidenziare la protesta con la cancellazione di tanti programmi tv”, spiega Campana. E aggiunge: “Mai li ho visti così decisi. In quarant’anni tante volte abbiamo minacciato lo sciopero, ottenendo sempre tutto. Soltanto il 17 marzo 1996 ci siamo fermati. Ora la Lega ha alzato la posta toccando principi inviolabili”.
L’acquario tropicale — Il presidente della Lega Maurizio Beretta risponde alle 15.30, il tempo di sentire i presidenti e organizzare una video conferenza Roma-Milano. “Immagino cosa pensano di questo sciopero — decisione grave e immotivata — i milioni di tifosi che pur in situazione di crisi tirano la cinghia e si sacrificano per abbonarsi allo stadio e alla tv e permettono a questi 635 giocatori di A di guadagnare in media un milione e 300 mila euro l’anno ciascuno, più mille coccole. I giocatori di A, perché di loro stiamo parlando, vorrebbero continuare a vivere nell’acquario tropicale quando fuori imperversa la bufera. Ma la festa è finita: la Serie A ha ristretto il gruppo di giocatori all’élite e il Financial fair play impone ai club scelte precise per raggiungere la sostenibilità economico-finanziaria”.
La pistola — Beretta viene da Fiat e Confindustria, conosce le trattative. E dice: “Con la controparte che ha preparato la pistola con il colpo in canna dello sciopero qualsiasi azienda deciderebbe di non presentarsi al tavolo della trattativa allestito per lunedì in Figc dal presidente Giancarlo Abete che l’Aic considera suo garante. Abbiamo deciso, con tutti i presidenti, che andremo: portiamo rispetto ad Abete che ci ha invitato, cerchiamo una soluzione rapida. Ma non accettiamo ricatti. La delegazione composta dai presidenti della Lazio Claudio Lotito e del Cagliari Massimo Cellino, dall’esperto legale della Juventus Michele Briamonte, dal sottoscritto e dal d.g. Marco Brunelli dimostrà che tutti gli 8 punti sono logici e appartengono ad economie e calcio moderni. E ai tifosi preferiamo garantire il rilancio dei club piuttosto che i privilegi dei milionari”. Infine, la Lega invia la documentazione sulla rottura dei contratti del “Fifa Statutes for Transfer of Player” per dimostrare all’Aic che “non si è inventata nulla” nella richiesta di risoluzione del contratto (e pagamento del 50% dell’emolumento) del giocatore che non accetta un trasferimento.
Antonello Capone©
Fonte: Gazzetta,it

Oddo, a nome dei calciatori di A; “Violati i diritti umani, siamo lavoratori normali”. Maurizio Beretta, presidente della Lega: è un ricatto, vadano a dirlo ai tifosi che tirano la cinghia”

“Vogliamo essere equiparati a tutti gli altri lavoratori e non essere più trattati come oggetti. I presidenti mettono in discussione gran parte delle conquiste e dei diritti umani. Allora abbiamo deciso di scioperare per la quinta giornata di A, sabato 25 e domenica 26 settembre. E a oltranza se la Lega non torna indietro. Ma se anche qualcosa si muove nella riunione di lunedì in Figc, il 25-26 ci fermiamo lo stesso”: parole di Massimo Oddo del Milan “in rappresentanza di tutti i giocatori di A”.
la rivolta — Musica del presidente Aic Sergio Campana, del vice Leo Grosso e del segretario Gianni Grazioli, che hanno capito che i presidenti sono decisi a modificare tutti gli otto punti dell’accordo collettivo mentre loro accettano soltanto il contratto un po’ flessibile. Ad annunciare la rivolta dei milionari ci sono anche gli interisti Zanetti, Cordoba, Orlandoni, i milanisti Seedorf, Gattuso e Amelia e il sampdoriano Mannini. Già giovedì negli spogliatoi di tutta Italia circolavano sms e bozze che prevedevano lo sciopero per la quarta giornata, mercoledì 22 settembre. Dopo un’altra notte e mattinata di discussioni “i giocatori hanno voluto spostare lo sciopero al sabato e alla domenica per fare più male, per evidenziare la protesta con la cancellazione di tanti programmi tv”, spiega Campana. E aggiunge: “Mai li ho visti così decisi. In quarant’anni tante volte abbiamo minacciato lo sciopero, ottenendo sempre tutto. Soltanto il 17 marzo 1996 ci siamo fermati. Ora la Lega ha alzato la posta toccando principi inviolabili”.
L’acquario tropicale — Il presidente della Lega Maurizio Beretta risponde alle 15.30, il tempo di sentire i presidenti e organizzare una video conferenza Roma-Milano. “Immagino cosa pensano di questo sciopero — decisione grave e immotivata — i milioni di tifosi che pur in situazione di crisi tirano la cinghia e si sacrificano per abbonarsi allo stadio e alla tv e permettono a questi 635 giocatori di A di guadagnare in media un milione e 300 mila euro l’anno ciascuno, più mille coccole. I giocatori di A, perché di loro stiamo parlando, vorrebbero continuare a vivere nell’acquario tropicale quando fuori imperversa la bufera. Ma la festa è finita: la Serie A ha ristretto il gruppo di giocatori all’élite e il Financial fair play impone ai club scelte precise per raggiungere la sostenibilità economico-finanziaria”.
La pistola — Beretta viene da Fiat e Confindustria, conosce le trattative. E dice: “Con la controparte che ha preparato la pistola con il colpo in canna dello sciopero qualsiasi azienda deciderebbe di non presentarsi al tavolo della trattativa allestito per lunedì in Figc dal presidente Giancarlo Abete che l’Aic considera suo garante. Abbiamo deciso, con tutti i presidenti, che andremo: portiamo rispetto ad Abete che ci ha invitato, cerchiamo una soluzione rapida. Ma non accettiamo ricatti. La delegazione composta dai presidenti della Lazio Claudio Lotito e del Cagliari Massimo Cellino, dall’esperto legale della Juventus Michele Briamonte, dal sottoscritto e dal d.g. Marco Brunelli dimostrà che tutti gli 8 punti sono logici e appartengono ad economie e calcio moderni. E ai tifosi preferiamo garantire il rilancio dei club piuttosto che i privilegi dei milionari”. Infine, la Lega invia la documentazione sulla rottura dei contratti del “Fifa Statutes for Transfer of Player” per dimostrare all’Aic che “non si è inventata nulla” nella richiesta di risoluzione del contratto (e pagamento del 50% dell’emolumento) del giocatore che non accetta un trasferimento.
Antonello Capone©
Fonte: Gazzetta.it

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