La Lazio torna con la difesa a tre

Reja converge verso la difesa a tre. L’ha provata ieri a Formello. E’ più che un’idea, la Lazio potrebbe scendere in campo stasera al Franchi con tre difensori centrali. C’è anche l’alternativa del 4-3-3. Molto dipenderà dalla disponibilità di Konko (ieri fermo, ma convocato), dallo schieramento dei viola e dalle scelte di Montella. Il friulano ha rinviato a questa mattina ogni decisione e ha lavorato su due ipotesi di modulo. Ieri sera la Lazio ha raggiunto il centro tecnico di Coverciano. Per questa mattina, come succede sempre in occasione delle partite in notturna, è stato fissato un altro allenamento di rifinitura. E diventerà la seduta in cui Reja scioglierà ogni dubbio. Dal punto di vista tattico, il friulano si preoccuperà di tamponare Cuadrado, una furia sulla fascia destra. E allora il binomio formato da Radu e da Lulic, sganciato a Sofia soltanto nel finale di partita, gli servirà per arginare e ripartire. La Fiorentina attaccherà con il colombiano, con Matri centravanti, e con un altro trequartista, più Joaquin di Ilicic, abituato a muoversi tra le linee. I viola galleggiano tra il 3-5-1-1 e il 4-3-3, sulla fascia sinistra potrebbe esserci Pasqual (se recupera) oppure Vargas. Di conseguenza, Reja proverà a regolarsi. Anche perché ha i suoi dubbi da risolvere.

BALLOTTAGGI

– Partiamo dalla difesa. Manca Dias, il leader del reparto. E Biava non sta benissimo. E’ uscito acciaccato dalla trasferta di Sofia. Reja farà di tutto per recuperarlo. Peppino dovrebbe farcela. Ciani è stato bocciato. Prende un gol a partita. E’ arrivato in ritardo su Floccari (1-1 del Sassuolo) e si è fatto fregare da Bezjak (1-2 del Ludogorets). Il bonus del francese è scaduto. Ieri a Formello il friulano e Bollini hanno provato Biava, Novaretti e Radu. Altra scelta delicata, perché l’argentino ex Toluca sinora è stato schierato da titolare sotto la gestione Reja solo in Coppa Italia. Come senso tattico si fa preferire, è più difensore, ma ha giocato poco e avverte la pressione. Non dispiace allo staff, è un acquisto da rivalutare, ci sono le qualità, ma è chiaro che Cana ha maggiore esperienza e non difetta in temperamento. L’albanese nella difesa a tre può agire da centrale tra Biava e Radu. Novaretti, in caso di linea a quattro, si fa preferire. E per questo motivo mantiene un margine di vantaggio su Cana. Se Reja deciderà in extremis di puntare sul 4-3-3, non avrebbe bisogno di cambiare più uomini. Un interrogativo, in questa direzione, è legato alla fascia destra. Ieri è stato provato Cavanda. Konko ha saltato l’allenamento, ma è stato convocato. Viene da due partite consecutive, a Firenze sarebbe la terza in una settimana. A Sofia non s’è fatto male, ma ha concluso i novanta minuti con i soliti dolori muscolari. Se dovesse dare disponibilità, Reja non esiterebbe a schierarlo. E in questo caso prenderebbe corpo il 4-3-3. Altrimenti toccherà a Cavanda, di sicuro più fresco.

ATTACCO

– La Lazio provata ieri con il 3-4-3 era costruita sul tandem di centrocampo formato da Biglia e Ledesma, più un tridente in cui Mauri (a sinistra) e Candreva (a destra) affiancavano Perea. A Reja è piaciuto il pressing del colombiano a Sofia. Klose non ha forzato per la contusione riportata giovedì, ma dovrebbe farcela. Mauri è favorito su Keita per la capacità di giostrare anche da mezz’ala. Onazi e Gonzalez sembrano fuori dalla corsa e inizialmente destinati alla panchina. Una perplessità: a Sofia il centrocampo a tre formato da Ledesma, Onazi e Biglia aveva incantato, abbinando qualità e sostanza. Perché non riproporlo?

 

Fabrizio Patania

Corriere dello Sport

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