La Lazio si ritocca con la difesa a tre

Vladimir Petkovic ha in mente di cambiare volto alla Lazio. Magari non subito ma a breve. Si tratta probabilmente di quel piano B che andava prefigurando nelle settimane scorse con dichiarazioni alquanto sibilline. Giovedì, il tecnico – dopo l’amichevole del giorno prima contro il Civitavecchia, vinta 6-2 – ha gettato la maschera, ammettendo la possibilità: «Sì, proveremo la difesa a tre. E’ una soluzione che mi è sempre piaciuta tantissimo. Ci ho giocato per 15 anni, anche quando nessuno l’attuava. Per ora però sono importanti gli equilibri della squadra che abbiamo trovato e vediamo cosa porterà il futuro». Parole che nascondono il timore di cambiare modulo in un momento in cui la Lazio sta ottenendo risultati. Difficile quindi che questo possa accadere già nella gara casalinga contro il Milan. Probabile, però, che l’esperimento inizierà ad esser effettuato quando Petkovic avrà nuovamente a disposizione tutti i Nazionali, ora sparsi per il mondo.

MODULO AD HOC Il 3-5-2 sembra comunque il vestito migliore da cucire alla rosa laziale. Con il rientro di Radu e l’adattamento di Ciani al calcio italiano, Petkovic ha altri due difensori (senza voler considerare il fuori-rosa Diakite) da far ruotare insieme ai titolari Dias e Biava. Laterali non mancano: a seconda se si vuole proporre una squadra più offensiva o difensiva, ci sono i vari Lulic, Konko, Candreva, Gonzalez e Cavanda. E se in avanti servirebbe un attaccante da affiancare a Klose (Floccari?) in mediana ci sarebbe solamente l’imbarazzo della scelta con Ederson, Hernanes, Brocchi, Mauri, il giovane Onazi e Ledesma. Proprio l’italo-argentino traccia il bilancio biancoceleste: «E’ positivo, senza andare troppo sopra le righe ed esaltarci. Dobbiamo capire che è un bene che il mister dice che non siamo al 100%. La squadra sta facendo bene ma ci sono i margini per fare ancora meglio, c’è tantissimo da lavorare». Il centrocampista non nasconde il desiderio di tornare a vestire ancora la maglia azzurra: «Finché non sarò chiamato a Coverciano la Nazionale è la Lazio – spiega Lazio Style Radio -, non penso ad altro. Se e quando verrò chiamato, penserò alla Nazionale. Ma ora devo cercare di fare bene con la squadra. Sono però contento per la convocazione di Candreva». Passerella finale sul prossimo avversario, il Milan: «Non mi aspetto né una squadra abbattuta né con voglia di rivincita ma solo una Milan che verrà a Roma per fare il suo gioco. Noi favoriti? Sono statistiche, ma nel calcio può succedere di tutto».

Stefano Carina

Tuttosport

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