La Lazio si affida a Klose

Occasione per Klose. Pioli sta pensando di rilanciare il tedesco contro il Cagliari. Nelle ultime quattro partite il bomber della storia dei mondiali ha giocato 54 minuti in tutto. Un po’ pochino per uno della sua caratura. Per il tecnico rappresenterebbe la scelta giusta nel momento giusto. Djordjevic garantisce peso in attacco e profondità di manovra, ma è altrettanto vero che l’ex attaccante del Nantes ha bisogno di staccare, tirare leggermente il fiato e, perché no, essere messo un po’ in discussione dal punto di vista tecnico, anche perché nessuno ha il posto assicurato. A Verona il serbo è apparso un po’ appannato negli ultimi minuti e questo perché, una volta in dieci, il biancoceleste ha raddoppiato gli sforzi, dandosi un gran da fare per creare spazio agli inserimenti dei compagni. La decisione non è stata ancora presa, ma l’allenatore vorrebbe consegnare una maglia da titolare a Miro.
NESSUN MUGUGNO
Le partite, poi, sono tante e anche il tecnico laziale avverte la necessità di attuare turnover pure in attacco. L’avvio di stagione di Klose non è stato dei migliori, lui stesso pensava di poter dare più apporto e, naturalmente, di giocare di più. Al tempo stesso non ha mai fatto una polemica anzi si è sempre messo a disposizione di Pioli, accettando ogni decisione. A nessun giocatore, specialmente se abituato ad essere considerato fondamentale, fa piacere essere messo da parte, ma Miro è particolare pure in questo. Con l’allenatore parla spesso, anche ieri pomeriggio durante l’allenamento. I due si confrontano, anche perché il tecnico biancoceleste ha una stima smisurata del panzer campione del mondo. L’unico piccolo fastidio c’è stato l’altra sera al Bentegodi, quando il centravanti si è scaldato per quasi una mezzora per poi entrare negli ultimi quattro minuti. Una cosa normale, ma subito passata a fine partita.
ALLENATORE-GIOCATORE
Molti pensano che il tedesco in questo periodo sia amareggiato e deluso, quasi pentito d’aver firmato il rinnovo con la Lazio prima di partire per il Brasile. E ora non vede l’ora che arrivi gennaio per salutare tutti e accettare le lusinghe del Kaiserlautern. Niente di più falso. Miro ne ha parlato con il diesse Tare e, attraverso il suo storico procuratore, ha ringraziato i tedeschi per il timido corteggiamento, ma ribadito che non ha alcuna intenzione di lasciare la capitale. Anzi forse potrebbe pure decidere di far valere l’opzione e restare per un altro anno, ma questo si vedrà più avanti. Non solo. È un leader silenzioso di nome e di fatto. Sono già due volte, prima a Firenze e qualche giorno fa a Verona che, invece di restare seduto in panchina in attesa della partita, si mette a dare una mano ai compagni durante il riscaldamento nel pre-partita. All’Artemio Franchi, durante l’esercizio dei tiri in porta, incitava Biglia e Candreva a fare meglio e ad aggredire il pallone prima della conclusione. Può essere questo l’atteggiamento di uno che non vede l’ora di andare via? Non proprio. Durante le partite, almeno fino a quando non si riscalda per entrare, spesso si alza dalla panchina e dà qualche consiglio. Pioli è rimasto affascinato da così tanta abnegazione e attaccamento. Ora però potrebbe essere arrivato il momento di fare sul serio, scendere in campo e risolvere in prima persona la situazione. E questo Klose lo sa fare molto bene.
Daniele Magliocchetti

Il Messaggero

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